Energia: il Giappone punta sui parchi eolici galleggianti

Uno dei settori su cui il Giappone ha deciso di puntare per il suo futuro energetico è quello dei parchi eolici offshore con turbine galleggianti: cioè impianti montati su strutture flottanti anziché sul fondale marino. Nei giorni scorsi il governo ha annunciato il progetto per la realizzazione di un parco eolico galleggiante al largo della costa settentrionale del Paese. L’investimento previsto è compreso tra 100 e 200 milioni di euro per una potenza ancora da definire, ma è solo il primo passo per sviluppare la capacità di sfruttare le risorse eoliche della zona. L’obiettivo è arrivare a 1000 MW di potenza entro il 2020 tra impianti a terra e offshore. La scelta si basa su diversi motivi: innanzitutto la decisione di potenziare il contributo delle fonti rinnovabili, presa dopo l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima. Inoltre, grazie alla propria eccellenza tecnologica, il Giappone conta di acquisire una posizione di leadership nel settore: il governo ha affermato di voler promuovere una grande espansione dell’industria nazionale specializzata. I parchi eolici offshore vengono incontro a un problema caratteristico del Paese: l’alta densità di popolazione e quindi la scarsa disponibilità di terra. Le turbine galleggianti sono anche adatte alla conformazione delle coste giapponesi, perché consentono di impiantare parchi eolici offshore anche dove la profondità del mare è proibitiva per le pale eoliche fisse. È per questo che i progetti di questo tipo sono in corso di sviluppo in Paesi caratterizzati da acque costiere profonde: per esempio la Norvegia, la Spagna e la Francia. La popolarità dell’energia eolica in Giappone ha avuto un picco recentemente, quando il parco eolico offshore di Kamisu, sulla costa orientale, ha resistito al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo. Nei giorni successivi alla catastrofe le turbine di Kamisu, montate sul fondale a brevissima distanza dalla costa, hanno così contribuito con i loro 14 MW di potenza a fornire elettricità alla regione devastata.