E’ un bilancio sempre piu’ pesante e di ora in ora assume contorni tragici e drammatici quello del passaggio del tifone Talas sul Giappone centro-occidentale: ingenti danni, 37 morti (in sei prefetture) e almeno 54 dispersi in un bollettino che, pur provvisorio, si avvia a essere il piu’ grave degli ultimi sette anni per quanto riguarda le conseguenze da maltempo nel Paese del Sol Levante. Polizia, vigili del fuoco e forze di autodifesa (l’esercito nipponico) hanno ripreso questa mattina le ricerche dei dispersi nelle prefetture di Nara e Wakayama, che hanno portato al ritrovamento di cinque corpi senza vita nella citta’ di Shingu.
Il potente tifone della stagione (almeno fino al momento), il dodicesimo di quest’anno, ha causato una situazione non nel pieno del controllo dei soccorritori sulla vasta area che include la penisola di Kii (sud di Osaka), a causa di fiumi in piena, strade danneggiate e frane che hanno ostacolato i lavori e gli interventi di emergenza. ”Faremo tutto il possibile per salvare e aiutare le popolazioni colpite e la ricerca dei dispersi”, ha promesso il neo premier Yoshihiko Noda, commentando i danni della violenta perturbazione responsabile di scenari di distruzione che hanno ricordato quelli dello tsunami dell’11 marzo scorso, tra detriti, case spazzate via e infrastrutture distrutte. Almeno 3.600 persone sono risultate isolate in quattro comuni a Wakayama per smottamenti e ponti crollati (tra cui quello ferroviario sul fiume Nachi della citta’ di Nachikatsuura), mentre le condizioni meteo hanno creato difficolta’ all’utilizzo degli elicotteri. Le linee elettriche e telefoniche sono saltate nelle prefetture di Mie, Nara e Wakayama, con 194.000 famiglie colpite dal blackout nella zona servita da Kansai Electric Power. Circa 36.000 telefoni fissi nelle tre prefetture erano ancora interrotte, con l’impossibilita’ di prevedere il ripristino del servizio. Si tratta di una situazione in cui l’entita’ dei danni e’ la peggiore dal tifone Tokage che a ottobre del 2004 costo’ la vita di 98 persone morte o disperse.
Nel pomeriggio, il tifone e’ stato trasformato in ciclone extratropicale anche se l’Agenzia meteorologica giapponese (Jma) ha continuato ad allertare per l’arco di 24 ore i residenti e le autorita’ dell’isola settentrionale di Hokkaido per le ipotesi di precipitazioni pari a 400 mm/ora, oltre che per i 150 mm/ora attesi nel Tohoku (l’area colpita dal sisma/tsunami di marzo) e i 100 mm/ora nella regione Hokuriku, sul mar del Giappone.
Anche l’imperatore Akihito e la consorte Michiko hanno voluto esprimere vicinanza alle popolazioni colpite e l’apprezzamento a coloro che sono impegnati nei soccorsi, attraverso messaggi di vicinanza ai governatore di Wakayama e Nara.
- In quest’articolo le foto e gli straordinari dati pluviometrici del disastro Giapponese.


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