Ricordate, lo scorso inverno, i misteriosi boati che si veriicavano nella zona tra l’Alpago e il Fadalto e che hanno tenuto per mesi ‘col fiato sospeso’ residenti ed esperti?
Beh, secondo un’ultima ipotesi riportata da http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/, sarebbero dovuti alla pioggia. Sulle motivazioni dei tremori che si avvertivano erano state fatte le ipotesi più disparate, dai terremoti sotterranei ad interventi umani. Ora il mistero sembrerebbe avere una soluzione, come ha spiegato il dottor Pierluigi Bragato, del Dipartimento Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale di Trieste: “L’ipotesi più ragionevole resta quella delle piogge cadute nel novembre scorso. È un aspetto interessante che apre un filone di indagine nuovo per questo territorio“.
Nella zona, dove frattanto i boati sono terminati, resta attiva la rete di centraline che rileva eventuali movimenti del suolo. Da mesi vengono rilevati solo microsismi strumentali, quindi impercettibili dall’uomo, su profondità di 5-600 metri. La causa sarebbe quindi legata alle piogge del novembre scorso che hanno messo in moto un sottosuolo geologicamente giovane. Il fenomeno era cominciato a fine dicembre dello scorso anno, spaventando i residenti e avviando una campagna di rilevazioni per conto della Regione Veneto. Bragato ha auspicato che le rilevazioni possano proseguire fino a fine anno in modo da chiudere un intero ciclo includendo anche novembre e la possibilità di qualche pioggia intensa tipica della stagione. La certezza assoluta che la colpa sia delle infiltrazioni piovane infatti non c’è, lasciando un margine di dubbio per altre ipotesi.


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