Incidente nucleare Francia, esperto Enea spiega l’incidente e asscura: “nessun rischio per l’Italia”

Non teme un “allarme per ricadute di materiale radioattivo sul nostro Paese” l’esperto dell’Enea Francesco Troiani, ricercatore senior e specialista in materia nucleare del centro Enea di Saluggia, che, parlando con l’Adnkronos , ritiene che la possibile causa dell’esplosione registrata oggi nell’impianto di nucleare a Marcoule, in Francia, possa essere stata provocata da “materiale non metallico o liquido inavvertitamente caduto dentro la fornace di fusione dei rifiuti radioattivi a bassa radioattivita‘”. Troiani, quindi, sottolinea di conoscere bene l’impianto in questione, “un impianto -spiega- della Socodei, partecipata da Edf e Areva. Si tratta di un impianto Centraco per rifiuti solidi combustibili o liquidi“.
La sfortuna degli operatori rimasti coinvolti nell’incidente -spiega ancora Troianie’ che questo forno ha la bocca di caricamento a vista della sala di controllo“. “Gli operatori guardano dall’alto verso il basso la bocca del forno, stando dietro ad un vetro. L’esplosione si e’ quindi sviluppata verso l’alto cogliendo in pieno gli operatori al lavoro. L’esplosione ha provocato la rottura del vetro di protezione, provocando cosi’ la morte di uno di loro ed il ferimento degli altri tre“.
Troiani, quindi, tiene a sottolineare che “la radioattivita’ totale dell’impianto e’ comunque molto bassa e quindi, se ci fossero state fuoriuscite di materiali radioattivi sarebbero in ogni caso veramente minimali“. Secondo l’esperto dell’Enea, infine, “ad aver potuto portare all’esterno radioattivita’ potrebbero essere stati probabilmente i liquidi di spegnimento“.