Il governo francese ha mantenuto un basso profilo dopo l’incidente nucleare di oggi nel sito nucleare di Marcoule, vicino ad Avignone, costato un morto e quattro feriti, mentre la sinistra ha reagito chiedendo non tanto che sia messa in discussione questa fonte energetica – importantissima per la Francia – quanto maggiore trasparenza nella gestione degli impianti. Nell’attesa di “una valutazione precisa degli eventuali impatti radioattivi dell’incidente“, annunciata dal ministro dell’Ecologia, Nathalie Kosciuscko-Morizet, i principali candidati alle primarie del Partito socialista hanno chiesto all’unisono “più trasparenza“. Il settore del nucleare infatti, considerato un’eccellenza del sistema industriale francese, è da sempre particolarmente ‘opaco’. “L’uscita dal nucleare è necessaria a lungo termine ma deve essere fatta nel rispetto del nostro apparato industriale“, ha dichiarato uno dei favoriti, Francois Hollande. “Bisogna che la Francia entri in una altra politica di trasparenza democratica in settori come quello del ‘nucleare‘”, gli ha fatto eco Martine Aubry, più incline a sostenere una uscita dal nucleare dopo la catastrofe di Fukushima sei mesi fa. Più duro l’esponente del Modem, il partito centrista, Jean luc Bennahmias. “Questo incidente ci dà purtroppo una altra prova della estrema pericolosità del nucleare” con il quale “il rischio zero non esiste“. “La Francia come il Giappone non è al riparo da un grave incidente nucleare“, ha aggiunto Bennahmias. Un altro candidato alle presidenziali, Jean-Luc Malenchon del Fronte di sinistra ha chiesto “un dibattito politico e un referendum sulle scelte energetiche del Paese“.


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