L’esplosione, dovuta a un sovraccarico, di uno dei forni utilizzati per fondere i materiali venuti a contatto con la radioattivita’, di solito tutti a bassa emissione: e’ questa l’ipotesi piu’ probabile sulle cause dell’incidente nel sito nucleare francese di Marcoule. Sono di due tipi i forni utilizzati nel grande sito francese, ha spiegato all’Ansa Francesco Troiani, esperto dell’Enea.
Ci sono forni utilizzati per compattare materiali come scarti di produzione o che derivano dallo smantellamento di vecchi impianti, fino a stracci e liquidi che sono venuti a contatto con materiali radioattivi: ”questi vengono bruciati, quindi le ceneri vengono compattate con il cemento e inviate ai siti di smaltimento”, ha spiegato Troiani. Ci sono poi forni utilizzati per fondere i metalli contaminati di qualsiasi tipo (perfino cacciaviti, viti e bulloni entrati a contatto con materiali radioattivi): ”da questi metalli, una volta fusi, si ottengono lingotti che in seguito vengono inviati ai depositi di smaltimento”, ha detto ancora l’esperto. A volte, ha aggiunto, possono anche essere utilizzati per costruire barriere all’interno del deposito di smaltimento finale. E’ in un forno di questo secondo tipo che, secondo l’esperto, potrebbe essere avvenuta l’esplosione: un sovraccarico potrebbe avere provocato una temperatura molto pia’ alta del previsto e di conseguenza sarebbe avvenuta l’esplosione, coinvolgendo le persone vicine. Il fatto che le autorita’ nucleari francesi abbiano dichiarato l’incidente chiuso lascia pensare che l’esplosione sia stata confinata all’interno dell’edificio nel quale si trova il forno. ”In questo caso – ha detto Troiani – non si ritiene possa essere avvenuto un rilascio significativo di radioattivita’ all’esterno”. Una seconda ipotesi e’ che l’esplosione abbia provocato una falla nell’edificio, con una maggiore rilascio di radioattivita’ all’esterno. In questo caso il rischio di dispersione sarebbe legato soprattutto ad un incendio in corso perche’ la colonna di fumo avrebbe portato in alto il materiale radioattivo, disperdendolo nell’atmosfera.


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