Un altro incidente nucleare, e tornano le paure per l’atomo, a sei mesi dal disastro di Fukushima in Giappone. Questa volta il teatro e’ nel sud della Francia, a Marcoule vicino Avignone, dove un’esplosione in un sito di trattamento delle scorie ha ‘scosso’ anche l’Italia per la vicinanza ai nostri confini (a 250 km) e quindi per i rischi di una fuga radioattiva (poi esclusi) per la popolazione. Il Partito democratico e l’Italia dei valori hanno chiesto che il governo riferisca in Parlamento, ricordando la scelta referendaria di giugno con cui si e’ detto ‘no’ alle centrali in Italia.
A tranquillizzare gli animi ci ha pensato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che, dopo aver avuto rassicurazioni anche dalla rete di esperti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha sottolineato come la situazione sia in ”costante monitoraggio” soprattutto ”con rilevazioni effettuate nel nord-ovest del nostro Paese”, le più esposte ai rischi di possibili fughe radioattive. Ma che, in ogni caso, dalla Francia giungevano notizie ”confortanti”. E che anzi l’incidente era una ”conferma della forte esigenza che l’Italia renda operativa e autorevole l’Agenzia per la sicurezza nucleare”. Alla richiesta di Pd e Idv affinch‚’ il governo riferisca sull’accaduto, Rosy Bindi (presidente di turno dell’Assemblea) ha detto che una data dovrebbe venir decisa già’ domani in occasione della conferenza dei capigruppo.
Per Ermete Realacci e Raffaella Mariani del Pd il governo deve attivarsi ”prontamente” per fare ”chiarezza” e per conoscere dalle ”autorita’ francesi l’entita’ del danno e i possibili rischi per l’Italia”. Per Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, ”non e’ che ogni volta che succede un incidente nucleare noi ci possiamo accontentare di dire ‘stavolta solo un morto”’. Il capogruppo dell’Idv al Senato, Felice Belisario, ha chiamato direttamente in causa il ministro Prestigiacomo chiedendo a lei di venire ”immediatamente” in Aula. Per Ignazio Marino, senatore del Pd, ”l’Italia potrebbe e dovrebbe diventare il portabandiera culturale in Europa per la dismissione delle centrali nucleari, lo smaltimento definitivo delle scorie”. Per Nichi Vendola, governatore della Puglia, l’incidente rappresenta ”il rischio che le centrali atomiche continuano a rappresentare dal punto di vista della sicurezza e della salute dei cittadini”.
Mentre Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, si e’ detto ”molto preoccupato” e ha chiesto la ”trasparenza” dei dati, lanciando l’idea di come sia necessaria ”una battaglia per bandire il nucleare dall’Europa con un grande referendum”. Anche il segretario del Prc, Paolo Ferrero, e l’ex ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, chiamano in ballo l’Europa per porre la questione dell’uscita dall’atomo. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia – che ha richiamato l’attenzione sull’esigenza di un’Agenzia per la sicurezza nucleare e su come si debba accelerare sugli stress test – l’incidente dimostra che ”non saremmo risparmiati” se le centrali intorno ai nostri confini dovessero avere dei guasti.


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