ITCZ ancora elevato sul fronte africano; possibili nuove rimonte anticicloniche sul Mediterraneo

Il rinforzo del Monsone di Guinea e le continue "tropical waves" sull'Africa occidentale stanno favorendo un posizionamento avanzato dell'ITCZ

L’ultimo bollettino stilato dal NOAA, il prestigioso ente climatologico statunitense, rende noto che il “fronte intertropicale”, lungo l’Africa occidentale, ha mantenuto una posizione piuttosto elevata, malgrado siamo già nel mese di Settembre, periodo di svolta che mette le basi per l’ingresso della stagione autunnale.I dati pubblicati alla fine di Agosto indicavano che l’“ITCZ” lungo il fronte africano occidentale si era portato sopra il 20′ di latitudine nord, molto più a nord rispetto alla media climatologica per il periodo.Un vistoso arrestramento verso sud dell’“ITCZ” si è osservato sul fronte dell’Africa orientale, specie tra il Ciad e il deserto sudanese, dove l’insorgenza di una sostenuta e secca ventilazione da N-NE, proveniente dal deserto egiziano,  ha avuto la meglio sulle correnti d’aria umida dai quadranti meridionali, che si sono arrestate sulla regione del Darfur, lungo la linea di demarcazione del fronte, causando piogge e forti temporali che in alcune aree hanno presentato notevoli surplus pluviometrici (che contribuiranno ad allontanare lo spettro della siccità sulla regione, a differenza di quanto avviene nella vicina Somalia), con accumuli mensili sopra gli 80-100 mm, specie sul Sudan sud-occidentale.Tornando al fronte occidentale la posizione settentrionale ha presentato dei massimi di elevazione assoluta tra il Niger e il Mali orientale, tanto che per qualche giorno il “fronte intertropicale” è riuscito a lambire l’estremo confine meridionale del deserto algerino, dove si è riscontrata un pò di nuvolosità, per il contributo umido da Sud,  che ha dato luogo a qualche sporadica precipitazione tra il deserto malitiano e le regioni più meridionali dell’Algeria.Basti pensare che in alcune zone del deserto malitiano e dell’Algeria meridionale non si vedeva una sola goccia di pioggia da oltre un anno.L’avanzamento del fronte è stato la causa di piogge molto abbondanti e di fenomeni temporaleschi estremamente violenti che fra la fine di Agosto e i primi giorni di Settembre hanno flagellato buona parte del Niger meridionale, Burkina Faso, il Mali meridionale e tutta l’area di Guinea, con accumuli di oltre i 100-150 mm scaricati in pochi giorni.

La mappa del NOAA evidenzia la posizione avanzata dell'ITCZ nell'ultima decade di Agosto

La posizione avanzata dell'”ITCZ” sarebbe da attribuire al rinforzo temporaneo del Monsone di Guinea e alle continue “tropical waves” che transitano sull’Africa centro-occidentale

 L’avanzamento verso nord dell’“ITCZ”, tra la fine di Agosto e i primi giorni del mese di Settembre, è stato determinato, come al solito, da un temporaneo rafforzamento del flusso umido sud-occidentale legato all’azione del Monsone di Guinea lungo le coste dell’Africa occidentale.La ventilazione umida marittima da SO infatti dal golfo di Guinea si è spinta fino ai confini meridionali sahariani, tra Ciad centrale, Niger, Mali e Mauritania centro-meridionale, determinando un notevole incremento dell’attività convettiva su codeste aree, con la formazione di imponenti sistemi multicellulari temporaleschi responsabili delle forti precipitazioni, a tratti anche molto violente, che in queste settimane si abbattono lungo i territori semi/desertici del Sahel occidentale.Da non sottovalutare pure il contributo delle persistenti “tropical waves“, fronti temporaleschi tropicali ben organizzati che si sviluppano sopra l’Africa centrale, e che si spostano dalle coste africane occidentale verso l’oceano Atlantico, favorendo in seguito la formazione e l’incubazione delle continue tempeste tropicali e uragani che si spostano in direzione dell’area caraibica o ad est dell’East Coast statunitensi.Ciò spiega i numerosi cicloni tropicali che da giorni sferzano l’Atlantico.Queste perturbazioni temporalesche, spinte verso ovest dall’intenso getto tropicale nella media troposfera, attraversano l’intero continente dando origine a delle ondulazione che vanno sempre più ad ingrandirsi man mano che si procede verso l’Atlantico.Tali ondulazioni possono favorire dei temporanei rinforzi della circolazione umida dai quadranti meridionali che alle volte dal golfo di Guinea riesce a spingersi ben oltre l’area sub-sahariana, innescando la nascita di forti moti convettivi sino alle aree meridionali sahariane, con lo sviluppo di imponenti cellule temporalesche.Nei prossimi giorni il “fronte intertropicale” dovrebbe presentare un vistoso arretramento verso sud, preludio per la ritirata verso il golfo di Guinea attesa nel pieno della prossima stagione autunnale.Sul fronte orientale invece non è escluso un temporaneo avanzamento a nord, tra Sudan e nord dell’altopiano etipico, dove sono previste altre piogge per l’insistenza di una intensa circolazione monsonica sull’oceano Indiano settentrionale.L’intensa corrente a getto somala (il potente flusso aereo da SO che scorre sopra la Somalia alimentando di continuo la circolazione monsonica sull’oceano Indiano) sta ad indicarci che il Monsone manterrà la medesima forza e costanza almeno fino alla fine del mese.Ciò in chiave teleconnettiva deporrà a favore di una fase di stabilità, con diverse rimonte anticicloniche in azione all’interno dell’area mediterranea.
Cosa bisogna aspettarsi lungo il bacino mediterraneo.Autunno rimandato ?
L’intensa attività convettiva sull’Africa centro-occidentale sta alimentando la cintura degli anticicloni sub-tropicali sahariani che continuano a mantenere dei posizionamenti ancora elevati, con i margini più settentrionali affacciati sul “mare Nostrum”.Oltre a garantire maggiori condizioni stabilità, con cieli sereni o poco nuvolosi, questo tipo di assetto configurativo dovrebbe volgere a favore di un andamento meteo/climatico dominato dal tipico anticiclone Ibrido, formato dalla fusione dell’alta pressione delle Azzorre con il promontorio algerino in quota, che governerà il tempo sull’intero bacino del Mediterraneo, per giorni o settimane intere.Ogni qual volta le propaggini orientali dell’anticiclone delle Azzorre si ritireranno sul “mare Nostrum”, per l’approfondimento di ampi vortici ciclonici fra Islanda e Regno Unito, l’alta pressione algerina tenterà l’inserimento da sud andando ad inglobare l’anticiclone oceanico che rimarrà strutturato nei bassi strati.Per questo motivo la stabilità e il bel tempo saranno ancora ben radicati lungo le nostre regioni meridionali e le isole maggiori, che potranno essere interessate da rimonte calde sub-tropicali più o meno lunghe che regaleranno ulteriori scampoli d’estate tra la meta e la fine del corrente mese.Delle fasi di instabilità, alternate a periodi di stabilità e tempo soleggiato, si insinueranno sulle regioni settentrionali ogni qual volta il “Jet Stream”, ben stirato in quota sull’Europa centrale, sconfinerà al di là delle Alpi, destabilizzando l’atmosfera e creando delle brevi ma intense passate temporalesche, di passaggio da ovest ad est.A parte questi brevi cicli di instabilità, relegati per lo più sopra il centro-nord, il mese di Settembre continuerà a presentare un volto caldo e soleggiato.L’entrata di scena della stagione autunnale sarà ancora una volta rimandata a data da destinarsi.