C’e’ una linea spezzata, traccia del terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009, in uno dei grafici presentati oggi al Cern di Ginevra, nel seminario in cui sono stati presentati i dati sui neutrini dai quali emerge che sono di 60 nanosecondi piu’ veloci della luce. La registrazione del movimento della crosta terrestre scossa dal sisma ha permesso di calibrare i dati con una precisione altissima. L’accuratezza delle misure presentate oggi dal fisico Dario Autiero, della collaborazione internazionale Opera, oggi sembra davvero aver convinto tutti, nel tanto atteso seminario organizzato al Cern. Ci sono stati applausi e congratulazione entusiaste hanno preceduto quasi tutte le domande, comprese quelle che venivano dalle prime file, dove erano seduti i responsabili del Cern. ”Non azzardiamo nessuna interpretazione teorica o fenomenologica dei risultati”, concludeva la presentazione di Autiero. Tutta la relazione puntava sull’accuratezza con cui sono state rilevate le misure relative alla distanza percorsa dai neutrini dal Cern di Ginevra ai Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Il dettaglio con quale i ricercatori della collaborazione Opera hanno illustrato i dettagli delle misure relative al tempo, infine, e’ stato considerato cosi’ esauriente che non ci sono state domande in proposito.


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