Minimo Artico e apertura del passaggio a nord-ovest, ci sono precedenti nella storia?

L’estensione del ghiaccio marino artico ha raggiunto il suo minimo il 9 Settembre di quest’anno, scendendo ad uno dei valori più bassi mai registrati dal 1979 ad oggi, ossia da quando si effettuano le rilevazioni tramite le immagini satellitari, divenute preziose per la ricerca scientifica (quasi in ogni campo).In poche parole più di un terzo, oltre il 35%, del ghiaccio presente sul mar Glaciale Artico è venuto a mancare questa estate, rispetto alla media stilata nel periodo 1979-2000.Tanto per capirci si tratta di un’area delle dimensioni del Mar Mediterraneo.Secondo diversi ricercatori gran parte del ghiaccio marino perso in questa ennesima stagione degli orrori per l’Artico è da attribuire al terribile minimo del 2007 che ha causato una drastica riduzione dello spessore dei ghiacci in molte area della banchisa, favorendo al contempo una accelerazione della fusione della banchisa durante i mesi estivi.Dato che gli strati sottili di ghiaccio ormai coprono gran parte della regione artica durante le prossime estati possiamo aspettarci altre drammatiche riduzioni dell’estensione del ghiaccio marino.C’è addirittura chi azzarda sostenendo che di questo passo entro il 2030-2040 il mar Glaciale Artico, nel periodo estivo, potrebbe prensentarsi privo di ghiacci, quindi navigabile fino al Polo Nord geografico.Secondo alcuni studiosi dell”università di Brema l’estate del 2011 è stata valutata come una delle peggiori stagioni estive di sempre visto che si è  registrata la più grande perdida di ghiacci di sempre.Tralasciando gli studi e le rilevazioni, che mostrano una serie in discesa anno dopo anno, bisogna pur considerare che per il quarto anno consecutivo, e la quarta volta nella storia (almeno in questi ultimi secoli), il ghiaccio marino è sparito completamente lungo la regione artica che si affaccia alle coste settentrionali canadesi e alla Siberia.Ciò ha favorito l’apertura del cosiddetto passaggio a nord-ovest e passaggio a nord-est, che per tutta l’estate si sono presentati navigabili al 99%.

Nave in transito lungo il passaggio a nord-ovest, fra le isole dell’artico canadese
Ma quando è stata l’ultima volta nella storia che l’Artico si è mostrato privo di ghiaccio lungo i passaggi a nord-ovest e nord-est ? vi sono precedenti ?
Possiamo essere sicuri (al 100 %) che il Passaggio a nord-ovest, come quello a nord-est davanti la Siberia orientale, non è mai stato aperto tra il 1900 e il 2000.E ‘molto improbabile che il passaggio era aperto tra il 1497 e il 1900, dal momento che in quei secoli l’intero emisfero boreale era alle prese con un periodo climatico alquanto freddo, meglio noto da qualcuno con il termine di “Piccola Era glaciale”, quando era possibile ammirare il Tamigi ghiacciato in pieno inverno.Molte navi, condotte soprattutto da esploratori canadesi ed europei, hanno più volte tentato invano di raggiungere l’imboccatura del passaggio, ma nessuno però è riuscito a farsi avanti nel mare perennemente ghiacciato.Una impresa impossibile per tutti.Forse il passaggio a  nord-ovest potrebbe essere stato aperto in periodo medievale, , tra il 1000 e il 1300 D.C., quando il clima della terra era molto più caldo.Ciò poteva favorire una sensibile riduzione della banchisa durante la stagione estiva.Un candidato migliore per l’apertura del passaggio potrebbe essere stato un periodo fra 6.000 e 8.500 anni fa, quando le variazioni dell’orbita della Terra ha portato una maggior concentrazione della luce solare attorno l’area artica, probabilmente ancora più forte di quella attuale.In tal senso vi sono pure dei nuovi studi che hanno portato alla scoperta di enormi quantità di depositi sabbiosi lungo le estreme coste settentrionali groenlandesi, ossia di vecchie spiagge esistenti oltre 7000-8000 anni fa.Questo potrebbe suggerire che allora il mar Glaciale Artico poteva rimanere senza ghiaccio per lunghi periodi durante la stagione estiva.Situazioni simili si saranno viste durante gli ultimi periodi inter-glaciali, oltre 120.000 anni fa, quando le temperature sull’area artica potevano essere ancora superiori di quelle attuali, mentre il livello dei mari era più alto di 4-6 metri.