Morte Bonatti: tanti ricordi commossi per “l’esploratore di se stesso”

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La cittadinanza onoraria del Monte bianco che abbiamo assegnato a Walter Bonatti nel 2010 era un modo per riconoscere le sue imprese ma soprattutto lo spirito con cui ha vissuto la montagna e l’alpinismo, non solo come mezzo per raggiungere le vette. Era un esploratore di se’ stesso, una persona straordinaria impegnata in una ricerca durata una vita. Questa era la sua vera grande risorsa”. Cosi’ il sindaco di Courmayeur, Fabrizia Derriard, commenta la notizia della morte di Walter Bonatti, sottolineando ”la condivisione dell’idea da sempre sostenuta dal celebre alpinista che le montagne uniscono e non dividono”.
Cordoglio per la scomparsa dello scalatore e’ stato espresso anche dal presidente della Regione Valle d’Aosta, Augusto Rollandin, in un telegramma inviato alla compagna dell’alpinista, Rosanna Podestà.”La Valle d’Aosta – ha scritto – si unisce al dolore della famiglia dell’alpinista e piu’ in generale al lutto di tutto il mondo dell’alpinismo che ha avuto in Walter Bonatti uno dei suoi piu’ illustri protagonisti, riuscendo a trasmettere e a promuovere la montagna non soltanto attraverso le sue imprese alpinistiche ma anche nei suoi numerosi scritti e dibattiti. Credo possa essere definito come uno dei divulgatori dell’alpinismo moderno ed e’ cosi’ che ci piace ricordarlo”.
Il presidente del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, Alberto Cerise, ha ricordato in una nota ”Walter Bonatti, uno dei piu’ grandi alpinisti della storia, che ha legato il suo nome al Monte Bianco e proprio nel 1998 gli e’ stato dedicato il rifugio sito in Val Ferret sulla via del col Malatra”’. ”Il suo amore per la montagna, e in particolare per quella valdostana, la sua passione per l’alpinismo, anche estremo, il suo spirito d’avventura – conclude Cerisene hanno fatto un uomo dagli alti ideali dotato di grandi qualita’ umane”.

La morte dell’alpinista Walter Bonatti lascia un grande vuoto tra tutti gli appassionati di alpinismo. Il suo amore per la montagna, il suo rigore di uomo sportivo e la sua capacita’ di raccontare in prima persona le imprese eccellenti con cui ha fatto storia resteranno impresse nella nostra memoria”. Con queste parole il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la scomparsa dell’alpinista, originario di Bergamo. ”Con Bonatti – prosegue il Governatore – scompare, infatti, una delle leggende della montagna che, con i suoi successi, ha fatto sognare l’Italia che usciva dalla Grande Guerra, affermandosi come un esempio di determinazione per tutti noi. Alla memoria di questo bergamasco dalla tempra straordinaria rendo omaggio, ringraziandolo per aver portato nel mondo la comune passione per le cime”.

Sono molto colpito dalla scomparsa del grande alpinista, Walter Bonatti, una delle ultime figure di quella stagione dell’alpinismo ”eroico” che ha visto profondamente coinvolto il nostro Paese”. Lo afferma, in una nota, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. ”La sua vita e le sue imprese – aggiunge – sono andate oltre ogni leggenda e chiunque ami la montagna, l’avventura e le sfide umane non puo’ non ricordarlo come uno dei piu’ begli esempi da indicare alle generazioni future”.

Partecipo al grande dolore per la scomparsa di Walter Bonatti, gigante dell’alpinismo mondiale, autore di alcune delle piu’ straordinarie imprese in montagna, come anche nella straordinaria avventura sul k2 del 1954, dove solo una tardiva giustizia gli aveva restituito verita’ e onori”. Lo afferma, in una nota, il senatore Antonio Rusconi, lecchese, vicepresidente degli Amici della montagna e capogruppo Pd in Commissione Cultura del Senato. ”Lo conoscevo personalmente da oltre vent’anni grazie a numerosi amici lecchesi e avevo partecipato alla festa dei suoi 80 anni a Lecco, dove aveva illustrato le sue ultime fatiche come esploratore e reporter. Indubbiamente – conclude – Bonatti ha rappresentato l’ultimo grande alpinista tradizionale, ma tuttora era un esempio e un riferimento per tanti giovani innamorati dell’alpinismo”.