”L‘industria nucleare non ha piu’ futuro. E’ solo una questione di tempo”. Ad affermarlo all’Adnkronos e’ il consulente indipendente internazionale sulla politica energetica e nucleare, Mycle Schneider, che si dice ”assolutamente pessimista” sul futuro del settore in Francia che dopo Fukushima vede la contrarieta’ di un numero sempre piu’ crescente di francesi. Dopo l’incidente nucleare in Giappone e oggi quello all’impianto di Centraco, il Centro di smaltimento di rifiuti a bassa radioattivita’, nel sud della Francia non c’e’ piu’ alcun dubbio che il tema del nucleare fara’ il suo ingresso nella campagna elettorale per le presidenziali del 2012. ”Chiaramente il nucleare sara’ uno dei temi centrali della campagna elettorale. I sondaggi, infatti, -afferma Schneider- parlano chiaro: il 77% dei francesi si dicono favorevoli ad un’uscita del nucleare”. Prima, in Francia, ”i partiti politici erano tutti favorevoli al nucleare, ad eccezione dei Verdi. Ora invece Martine Aubry, il segretario del Partito Socialista e candidata alle primarie del Partito, si e’ dichiarata favorevole all’uscita dell’atomo. Non e’ ancora la posizione ufficiale del Partito ma e’ molto significativo”. Per Schneider, che chiede ”maggiori dettagli sulle circostanze dell’incidente di oggi all’impianto di Centraco” che ha provocato un morto e quattro feriti, ora bisogna ”ripensare il sistema energetico” nella sua globalita’.
E’ capitale, sottolinea lo studioso, ”che si ripensi il sistema energetico. Finora i cittadini sono stati cosparsi da kwh prodotti in modo centralizzato. Nel futuro le cose saranno diverse e si passera’ da un sistema ‘orizzontale’ ad un sistema piu’ ‘verticale’. I consumatori, infatti, -rileva Schneider-, non saranno piu’ soltanto consumatori appunto ma anche produttori. Ci sara’ uno scambio”. Attualmente, sottolinea, ”la rete elettrica non lo permette” ma il futuro ”e’ nella rete intelligente e nello scambio. E’ in questa direzione che bisogna investire”. E in questo quadro di grandi cambiamenti, per Schneider, l’industria nucleare ”non ha piu’ futuro”. La Cina, sottolinea, ”sta accelerando lo sviluppo dell’eolico e del solare”. In Giappone, attualmente, ”si usano solo undici dei 54 reattori nucleari in attivita’ prima dell’incidente di Fukushima grazie ai risultati importanti di risparmio conseguiti. Temevano di dover fare dei ‘blackout’ tecnici invece non e’ successo nulla di tutto questo”. In ‘pole position’ ora nelle politiche energetiche ”sono Germania e Giappone mentre la Francia, con la sua politica incoerente che punta a proteggere i dinosauri, e’ il fanalino di coda”.


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