
Dopo aver proseguito la sua corsa lungo l’Atlantico tropicale la tempesta “Maria”, come previsto, si aggiunge ad abbordare gli arcipelaghi delle Piccole Antille dove è stata già lanciata una allerta.Malgrado il grande potenziale offerto dalle calde acque superficiali oceaniche, che superano la soglia dei +28° +29°, “Maria” non è riuscita a fare il salto di qualità, evolvendosi in uragano di 1^ categoria.La tropical storm, durante il passaggio sopra l’Atlantico centrale, ha incontrato un “Wind Shear” in quota molto più forte del previsto che ha arrestato la convenzione, impedendo un ulteriore sviluppo e potenziamento del sistema che si è parzialmente disorganizzato, mantenendo lo status di intensa tropical storm.Le moviole satellitari mostrano che dentro la tempesta tropicale sono presenti dei nuclei temporaleschi molto intensi, capaci di apportare precipitazioni di carattere torrenziale.Da poco si iniziano ad intravedere pure le prime bande nuvolose a spirale su tutti tutti i quadranti, indice di un parziale potenziamento avvenuto nelle ultime ore.Nelle prossime ore, prima di lambire il settore settentrionale delle Piccole Antille, la perturbazione uscirà dall’area di moderato “Wind Shear” che fino ad ora ha minato la probabile evoluzione a uragano.Ciò comporterà un sensibile ulteriore incremento dell’attività convettiva attorno la parte centrale del sistema.Per le Piccole Antille non è di certo una bella notizia.Già i governi locali, in vista del passaggio della tropical storm, stanno predisponendo dei piani di evacuazione della popolazione e dei turisti residente nelle aree dichiarate maggiormente vulnerabili a mareggiate e inondazioni.
Le isole maggiormente colpite saranno quelle che verranno interessate dal passaggio del fronte destro della tempesta, come Anguilla e Barbuda, dove si concentreranno i “Cluster temporaleschi” e i venti più forti, che potranno raggiungere picchi sui 90-100 km/h nelle raffiche più potenti.Le isole poste sul lato sinistro di “Maria”, come la parte orientale di Puerto Rico e le isole Vergini, subiranno effetti un pò più attenuati, con venti intensi che solo in determinate occasioni supereranno la soglia degli 80 km/h, con raffiche molto turbolenti e mareggiate, con onde alte fino a 3-4 metri, nei tratti esposti ad est e nord.Quello che più si teme di “Maria” sono proprio le forti piogge che accompagneranno il nucleo della perturbazione, che potrebbero determinare locali inondazioni e smottamenti nelle zone interne.Un pò tutti gli arcipelaghi delle Piccole Antille subiranno pesanti precipitazioni, anche a sfogo temporalesco.Entro domani “Maria”, virando più verso nord-ovest, dovrebbe apportare forti precipitazioni e violenti rovesci sulla parte nord-orientale della Repubblica Dominicana, dove però i venti, in genere settentrionali, non raggiungeranno l’intensità di tropical storm.Dopo aver lasciato le Antille e la parte est di Puerto Rico “Maria” dovrebbe proseguire la sua corsa verso nord-ovest, transitando poco ad est delle Bahamas, con rotta in direzione delle Bermuda allo status di potente tempesta tropicale.Poi da qui probabile l’interazione con le forti correnti occidentali che dovrebbero spingere i resti della tempesta tropicale verso nord-est, davanti l’East Coast, in pieno Atlantico.Il solito copione ormai consolidato in questa stagione di uragani.


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