Satellite Uars, traiettoria stravolta: nessun frammento in Italia e in Europa

Secondo gli ultimi aggiornamenti della Nasa e del Comitato tecnico scientifico riunito in modo permanente a Roma presso la sede della Protezione Civile, insieme all’Istituto Isti del Cnr per nome e conto dell’Agenzia Spaziale Italiana (quest’ultima anche membro dello IADC – Inter-Agency Space Debris Coordination Committee, rete delle 12 maggiori agenzie spaziali mondiali, tra cui la Nasa), non c’è più alcun rischio che i frammenti del satellite Uars possano cadere in Italia e in Europa. Pericolo scampato, quindi.
Il satellite dovrebbe “esplodere” nell’atmosfera intorno alle 06:40 (ora italiana) di oggi, sabato 24 settembre, con una finestra di incertezza che si apre alle 4.40 e si chiude alle 8.30.
Considerato l’intervallo orario di interesse per l’Italia, compreso tra le 3.34 e le 4.12, al momento è da escludere la possibilità che uno o più frammenti del satellite cadano sul territorio del nostro Paese. Infatti solo se l’impatto si fosse verificato a quell’orario, i frammenti sarebbero potuti finire sul nostro territorio nazionale. Ma visto il ritardo, dovuto alla lentezza del satellite in rotta verso la Terra, l’Italia non avrà nessun tipo di problema.

La Nasa, in serata, aveva annunciato che che “la situazione adesso e’ talmente diversa da non poter piu’ escludere la possibilita’ che il satellite possa rientrare nell’atmosfera in un’area sopra gli Stati Uniti“. Una possibilita’, questa, che era stata completamente esclusa, fino a poche ore fa, in quanto si pensasse che Uars sarebbe arrivato prima.

Inizialmente il satellite era stato rallentato dall’attivita’ solare (ecco come, n.d.r.)- ha spiegato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope – ma adesso ha assunto un nuovo orientamento che sta ulteriormente rallentando la sua discesa. In questo momento il satellite e’ soltanto in balia dell’atmosfera”.

Pochi minuti fa, infine, la stessa Nasa ha annunciato che, in base ai nuovi calcoli sull’orbita del satellite, la caduta dei detriti è prevista lungo una fascia che comprende Canada, Africa, Australia e vaste zone degli oceani Atlantico, Atlantico e Indiano. ”Il rischio per l’incolomita’ pubblica e’ molto remoto”, hanno ribadito gli esperti della principale agenzia spaziale del mondo.

Tuttavia, per precauzione, il Comitato Operativo della Protezione Civile Italiana, a Roma, continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione in stretto raccordo con le strutture di coordinamento attivate in tutte le regioni interessate, fino al termine della finestra d’interesse per il nostro Paese.