Spazio, terra e animali: i precedenti delle “burle” più divertenti

Il ‘ritrovamento’ di ieri sera di un pezzo del satellite, recintato e con la scritta ‘Uars Nasa’, nel parcheggio di un ristorante alle porte di Aosta, o il recupero di rottami infuocati in un campo a Fogliano in provincia di Reggio Emilia o, ancora, lo scherzo ai vigili del fuoco di un paesino del cremonese sono solo le ultime burle che hanno raggiunto l’onore delle cronache nel nostro Paese.
Certamente la piu’ famosa rimane quella del ritrovamento a Livorno delle cosiddette teste di Modigliani nell’estate del 1984. Il recupero delle sculture, che venne sbandierato e pubblicizzato dal comune e dai curatori della mostra sul Modi’ scultore, si rivelo’ poi essere solamente uno scherzo.
Proprio come la notizia dei gatti bonsai in bottiglia che scateno’ le ire degli animalisti nel 2000 o la notizia del ritrovamento di un album inedito di Lucio Battisti chiamato ‘L’asola’. La notizia scateno’ una ricerca al disco: nessuno si accorse pero’ che il titolo poteva essere anche letto, ‘la sola’, ovvero la burla.
Nel 1961 sui muri delle strade di Firenze apparve un volantino dell’Urfa, il fantomatico Ufficio recuperi felini abbandonati, che annunciava che i gatti erano banditi dalla citta’ e che i trasgressori sarebbero stati puniti gia’ dall’indomani. Preoccupati, furono molti i fiorentini che ci credettero e nottetempo gettarono i loro animali nell’Arno.
Nel 2000 sulle pagine di molti giornali italiani fini’ la notizia della scoperta di un allevamento di gatti bonsai, allevati all’interno di bottiglie di vetro. La pubblicazione scateno’ le proteste di diverse associazioni animaliste che si lanciarono in comunicati di sdegno e di protesta. Tutto pero’ si dimostro’ uno scherzo ben orchestrato da alcuni studenti americani.
Animalisti sempre protagonisti anche nel 2001, quando alcuni giornali online riportarono la notizia dell’esistenza di alcuni esemplari di gatti con le ali: una associazione imputo’ al governo cinese di utilizzare gli animali per esperimenti vietati. Ma i cinesi non avevano colpe. La foto era frutto di un fotografo burlone di Torino che applico’ delle ali di gommapiuma ricoperte di pelo al proprio micio e lo mise in braccio alla sua vicina di casa sudcoreana. Se la stampa molte volte subisce gli scherzi, qualche volta li fa.
Il 1° aprile del 2001, sul quotidiano ‘La Stampa’, apparve la notizia secondo cui il Jet Propellent Laboratory di Pasadena annunciava che su Marte sarebbero esistite forme complesse di vita biologica, cioe’ giganteschi vermi e che le loro tracce si trovavano ancora sul terreno del pianeta.
Tutto falso ovviamente, solo un pesce d’aprile. Come le burle sulla caduta dei frammenti di Uars.