In Sud America, il vulcano Cileno Puyehue è ancora attivo dopo che, il 4 giugno, ha iniziato un’attività a tratti davvero intensa con tempeste di gas e cenere che stanno provocando, secondo un rapporto dell’Onu, “effetti catastrofici per la popolazione locale, la flora, la fauna e l’atmosfera che saranno danneggiate per un numero imprecisato di anni“. Le immagini che abbiamo pubblicato diverse settimane fa, dopotutto, erano eloquenti. Vastissime aree di Cile e Argentina sono ricoperte di cenere, e questo, secondo l’Onu, provocherà “gravi effetti a lungo termine“. Il documento è stato preparato da un gruppo di esperti delle Nazioni Unite composto da geologi e vulcanologi europei, i quali hanno studiato una serie di scenari proprio nella Patagonia.
L’eruzione del vulcano, le cui ceneri hanno ricoperto non solo Buenos Aires ma molti atolli del Pacifico fino ad arrivare in Australia e Nuova Zelanda, ha già rovinato quasi otto milioni di ettari di terreno nelle regioni ‘patagonicas’ di Neuquen, Rio Negro e Chubut. E continuerà, affermano gli esperti, il suo devastante cammino, dopo aver coperto di ceneri tante località dell’area.
Intanto, aumenta di giorno in giorno la disperazione degli abitanti di San Carlo di Bariloche e Villa La Angostura, mete turistiche tradizionali dell’inverno australe e località tra le più colpite dagli effetti della calamità naturale. Per adesso le ceneri del vulcano dormono sotto la neve ma, quando la primavera scioglierà il ghiaccio, potrebbe arrivare il peggio: valanghe di fango, frane e inondazioni.
E, come se non bastasse, ci sono 2 milioni di metri cubi di cenere che potrebbero erodere le coste dei laghi.
Lungo il Rio Negro il problema delle ceneri va ad aggiungersi a quello, atavico, della siccità.
Per quanto riguarda la salute della popolazione locale, è stato rilevato un aumento della “quantità di alluminio nell’acqua che scorre dai rubinetti delle abitazioni“. Per adesso gli studiosi consigliano di “non esporsi all’aria aperta durante le eruzioni” e in alcune scuole si sta organizzando un sistema di trasporto sicuro per non far respirare gas e ceneri agli alunni.
Il Puyehue, sostengono i geologi di Santiago, è attivo. Nessuno osa abbassare la guardia: il monitoraggio continua senza sosta e il governo argentino di Cristina Fernandez de Kirchner, incalzato dalla imminente scadenza elettorale delle presidenziali del 23 ottobre, deve fare i conti con il ‘dossier Puyehue’. E intanto dalla Patagonia giungono immagini che mostrano nuvole di ceneri e gas che si innalzano per poi adagiarsi su case, alberi, animali e laghi.
Sconfinate distese di terre minacciate dalla furia del vulcano.


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