La tempesta tropicale Lee ha avuto in landfall nelle scorse ore lungo le coste meridionali degli Usa, dove Mississippi, Alabama e Lousiana si affacciano al Golfo del Messico. Proprio in questi Paesi si stanno verificando da oltre 24 ore piogge torrenziali, con accumuli superiori ai 250mm di pioggia, infatti decine di migliaia di abitazioni sono rimaste senza energia elettrica.
Il governatore della Louisiana, Bobby Jindal, ha sottolineato che i meteorologi hanno diffuso un allerta per il maltempo e per la possibilità di tornado in varie parti dello Stato (almeno due sono stati già avvistati, e hanno provocati dei danni) e ha esortato la popolazione ad adottare ”estrema cautela” in ogni spostamento. Nel Sud, ha aggiunto, già ci sono strade allagate.
Nelle prossime ore sono previsti fino a 500mm di pioggia di pioggia in varie zone degli stati meridionali. L’allarme tornado riguarda non solo la Louisiana, ma anche il Mississippi, l’Alabama e la parte occidentale della Florida.
L’attenzione è però particolarmente alta a New Orleans, di cui buona parte sorge sotto il livello del mare e dove la tempesta Lee rappresenta una sorta di test per gli argini ricostruiti dopo l’uragano Katrina, che nel 2005 devastò la città e l’intero Stato, causando oltre 1.500 morti e oltre 80 miliardi di dollari di danni. ”La tempesta si muove molto lentamente”, ha detto preoccupato il sindaco della città, Mitch Landrieu, ”dobbiamo state molto attenti”. Le piogge, ha detto, andranno avanti per diversi giorni, e quindi, ha aggiunto, “dobbiamo prepararci per il peggio, sperando per il meglio”. Le stesse parole usate da diverse autorita’ degli Stati della costa Est alla vigilia dell’arrivo la settimana scorsa dell’uragano Irene, che tra la Carolina del Nord e il Maine ha causato la morte di una cinquantina di persone, danni per miliardi di dollari e ha lasciato milioni di abitazioni senza elettricità.
Lee è al momento una tempesta tropicale, la 13^ della stagione atlantica, con venti che raggiungono i 90km/h e che, anche se nelle ultime ore sembra si vada rafforzando, entro lunedì dovrebbe aver perso gran parte della sua potenza tanto che sarà declassata, risalendo gli Usa verso nord/est, a depressione tropicale.
Fino ad ora i danni maggiori li ha arrecati all’industria petrolifera nel Golfo del Messico, dove la produzione di greggio è stata ridotta del 60% circa e quella di gas del 55, dopo che per motivi di sicurezza buona parte del personale su diverse piattaforme offshore è stato evacuato.
Rimante intanto incerto il percorso dell’uragano Katia, che si muove nell’oceano Atlantico e ancora non è chiaro se arriverà fino alle coste degli Stati Uniti. Nelle ultime ore ha perso di potenza ed è stato, almeno per il momento, declassato a tempesta tropicale per la seconda volta, dopo che era diventato uragano di 1^ categoria, e secondo le ultime previsioni è altamente probabile che rimanga in mare aperto, nell’Atlantico.
I preparativi per l’arrivo della tempesta Lee:


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