Terremoto di domenica in India, un centinaio di morti accertati

Si e’ ulteriormente aggravato il bilancio del terremoto di magnitudo 6,9 richter che domenica ha investito la catena dell’Himalaya, lungo la frontiera tra India, Nepal e Tibet: le vittime accertate risultano infatti nel complesso almeno 98. Secondo un portavoce dell’amministrazione locale, Sonam Lepcha, 65 morti si sono registrati soltanto nel piccolo Stato nord-orientale del Sikkim, con ulteriori diciotto in quelli vicini. Otto le persone rimaste uccise in Nepal e sette in territorio tibetano. Le scosse sono state talmente potenti da essere avvertite fino a un migliaio di chilometri di distanza: a New Delhi, in direzione ovest, e in Bangladesh, verso est. I soccorsi sono pesantemente rallentati da frane e smottamenti provocati dal sisma, e dalla caduta di macigni e rocce sulle strade, in gran parte gia’ impercorribili per le enormi crepe apertesi nella carreggiata.

Il quotidiano The Times of India riferisce oggi di un bilancio di 130 morti ipotizzando che molti potrebbero essere ancora le macerie. Dopo aver sgomberato alcune strade, i militari sono riusciti ad arrivare nella citta’ di Mangan, la piu’ vicina all’epicentro sul confine nepalese, rimasta isolata a causa delle frane e dell’interruzione di corrente elettrica e telefoni. L’esercito ha tratto in salvo finora 3 mila persone con gli elicotteri. Secondo dati ancora parziali del governo locale, oltre 15 mila case sono state distrutte e 100 mila sono pericolanti. Gravemente colpiti dalla scossa di 6.8 gradi anche quattro monasteri buddisti. Sul posto e’ prevista per oggi una visita di Rahul Gandhi, segretario generale del partito del Congresso.