Terremoto L’Aquila: al via il processo alla Commissione Grandi Rischi

Cerchiamo giustizia e basta, applicare le cose per ottenere risultati che la giustizia richiede“. Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, prima di entrare nell’aula dibattimentale del Tribunale dell’Aquila dove questa mattina si celebrera’ il processo a carico dei sette componenti la Commissione Grandi Rischi accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo. Ai giornalisti che chiedevano un commento al magistrato sulla circostanza di voler mandare in galera persone che non avevano previsto il terremoto che non si poteva prevedere, Rossini ha risposto: “A me non risulta questo discorso“. Secondo le tesi dei pm, nella riunione dell’organismo consultivo della presidenza del Consiglio del 31 marzo 2009, una settimana prima della scossa delle 3.32, ci fu “una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attivita’ della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico” e dopo quella stessa riunione la Commissione forni’ ai cittadini “informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosita’ dell’attivita’ sismica vanificando le attivita’ di tutela della popolazione“. Gli imputati sono Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, gia’ vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile, Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all’Universita’ di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.