Uragano Irene: un italiano in vacanza a Brooklyn – The day after

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…Il quartiere apre  gli occhi con la stessa indolenza di tutti i giorni. Qui la vita inizia lentamente verso le 10.30. Le serrande dei negozi si aprono con discrezione, le persone con occhi assonnati svogliatamente espongono sui marciapiedi le loro mercanzie che vanno da  materassi a buon mercato ad apparecchiature radio e tv  anni ’80 che fanno pensare  essere di incerta provenienza, di bambini neanche l’ombra. Appariranno verso mezzogiorno con i loro skatebord, sfrecciando sorridenti sulle strade tollerati benevolmente da tutti.

Precauzionalmente prendiamo mezzi di superficie, non si sa ancora quanto danno gli allagamenti abbiano potuto arrecare nel sottosuolo con possibili infiltrazioni. Comunque siamo stati rassicurati che a breve le linee metropolitane saranno tutte operative.

Oggi niente “Grande Mela” preferiamo un giro verso Prospect Park e poi un po’ di shopping a Fulton street.

Brooklyn e’ brulicante di attivita’. Tutto e’ ripartito, complice una giornata primaverile con il sole che riscalda tiepido le strade. Il cielo e’ terso e senza nuvole, c’e solo una leggera brezza che aiuta il sorriso.

La grande paura e’ completamente dimenticata.

Lo si vede negli occhi dei passanti, nel sorriso dei commessi che fuori dai negozi invitano educatamente, senza insistenze all’ingresso e all’acquisto.

Se Irene ha lasciato tracce del suo passaggio, queste sono state rapidamente cancellate dall’efficienza e dallo spirito di collaborazione di questa gente.

Gia’ da questa mattina, il giorno dopo l’uragano, ho visto privati cittadini con ramazza e secchi rimuovere fogliame e rami caduti durante la notte che in alcuni casi ostrivano le strade. Nulla di grande entita’, come ho detto Irene e’ stata benevola da queste parti, ma comunque grande civilta’ e spirito di collaborazione da parte di tutti.

Naturalmente agli elogi per l’efficienza delle strutture che hanno curato l’emergenza, si stanno moltiplicando, le critiche da parte di coloro che dicono che l’allarme e’ stato sovrastimato, ma questo fa parte del gioco, alla fine tutto il mondo e’ Paese…..

Anche se Irene ha caritatevolmente risparmiato le zone centrali di Brooklyn, riservando i danni maggiori a Coney Island e zone costiere limitrofe, nel parco vicino alla mia abitazione le forti raffiche di vento hanno divelto piu’ di qualche albero.

Al ritorno verso casa, dopo una giornata di acquisti, passando accanto al parco non  posso fare a meno di fermarmi a vedere i  ragazzi del  quartiere, rigorosamente di diverse etnie e provenienze culturali, a fianco delle zone circoscritte da nastri per segnalare le zone pericolose,  giocare sul campo di basket ad una  improvvisata partita  stile NBA con evoluzioni straordinarie  bagnati di sudore,  ridendo e scherzando tra loro, dimostrando di aver gia’ dimenticato la grande paura.

Tutte le sensazioni e le paure vissute e condivise con la meravigliosa gente di qui durante la notte tra il 27 e il 28 agosto  rimarranno per sempre dentro di me..e non solo per poter dire: “quel giorno io c’ero”….

Venerdi, 2 settembre,  ore 19.30 volo Delta da “ JFK International Airport NY” si ritorna a casa.

Marco

Brooklyn, 29 agosto 2011