Si terra’ all’Universita’ di Siena venerdi’ 23 e sabato 24 settembre il convegno internazionale sulle priorita’ della ricerca nelle regioni polari e i suoi collegamenti con la grande sfida globale della sostenibilita’. Esperti provenienti da tutto il mondo si confronteranno con lo scopo di dare indicazioni chiave all’Icsu, International Council for Science, associazione di scienziati che coinvolge 141 paesi, che si riuniranno in assemblea generale a Roma dal 26 al 30 settembre presso il CNR.
Durante le due giornate senesi si illustreranno le piu’ aggiornate ricerche sull’Artide e sull’Antartide, evidenziando come la ricerca sui Poli puo’ dare fondamentali indicazioni sul funzionamento della nostra Terra: ”I Poli sono il luogo ideale per studiare i cambiamenti ambientali, perche’ li’ i fenomeni, come ad esempio il riscaldamento degli oceani e lo scioglimento dei ghiacci, avvengono in anticipo e in modo piu’ accentuato rispetto alle altre zone del Pianeta” spiega Carlo Alberto Ricci, professore dell’Universita’ di Siena e componente dello European Polar Board, promotore del convegno. ”Alla fine del simposio potremo dare delle indicazioni, che saranno discusse a Roma dall’assemblea dell’Icsu, per orientare la societa’ e le scelte dei governi verso uno sviluppo sostenibile e compatibile dal punto di vista ambientale”, conclude Ricci.
Dopo la cerimonia di apertura che si svolgera’ nel palazzo del rettorato, venerdi’ 23 settembre alle 10, i partecipanti affronteranno questi temi: le dinamiche degli oceani e le indicazioni che queste possono dare sul modificarsi del livello dei mari; le modificazioni dei ghiacci e come queste possano influenzare il clima globale; gli ecosistemi polari e come sono cambiate le forme di vita presenti; le conseguenze sociali ed economiche dei cambiamenti che stanno coinvolgendo le regioni polari.
La sessione finale, sabato 24 settembre alle 10.30 presso il Collegio Santa Chiara, vedra’ la partecipazione dei rappresentanti di tutte le piu’ importanti organizzazioni scientifiche internazionali che si occupano di ricerca polare e di scienze ambientali: Vladimir Ryabinin della World Meteorological Organization; Ian Allison della International Association Cryospheric Science, Australia; Jenny Baeseman della Association of Polar Early Career Scientists; David Hik e Carlo Barbante, dell’International Arctic Science Committee; Karl Erb della National Science Foundation, USA; Mahlon C. Kennicutt II e Michael Sparrow dello Scientific Committee on Antarctic Research; Antonio Meloni, delegato italiano Scientific Committee on Antarctic Research; Carlo Alberto Ricci, dello European Polar Board.


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