Le potenti ondate di piena che hanno sconvolto i territori delle Cinque Terre, dello Spezzino e della Lunigiana, hanno trascinato in mare, lungo le foci dei principali bacini idrografici, una enorme mole di fango e detriti fangosi che sono andati alla deriva verso il mare aperto, a seconda del moto delle correnti marine presenti in loco. I detriti fangosi e i tronchi d’albero trascinati a valle sono finiti in mare e hanno formato una grande striscia di detriti che si estende per oltre 50 chilometri, dalle Cinque Terre fino alle coste della Versilia. La striscia di fango e detriti sarebbe stata segnalata anche dai piloti di un aereo della guardia costiera che avrebbero notato la notevole estensione sino alle coste toscane. Buona parte di questo materiale sabbioso finirà nel fondo marino, sotto forma di sedimenti che si depositeranno oltre i 15-20 metri di profondità. Un’altra parte invece resterà presente nel tratto sottocosta per diversi giorni. Ciò potrebbe favorire il ripascimento dei litorali e di molte spiagge limitrofi che negli ultimi anni sono stati messi a dura prova dalle forti mareggiate da Libeccio, che stagionalmente sferzano la Riviera di Levante e l’alta Toscana.
Alluvione ligure-toscana; enorme striscia di detriti alla deriva in mare aperto


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