
Anche Montereggio, il paese dei librai che hanno dato vita al Premio Bancarella, rischia di sparire sotto l’alluvione che ha colpito la Toscana. Il borgo al momento e’ stato evacuato, ma gli organizzatori del Premio gia’ pensano a coinvolgere le case editrici per salvarlo. ”Il paese e’ bloccato e raggiungibile solo da una mulattiera. Al momento librai a Montereggio non ce ne sono, mentre ad Aulla le due librerie delle famiglie Conti e Mori sono state pesantemente coinvolte dall’alluvione, sommerse completamente“. E’ quanto fa sapere all’Adnkronos Enrico Polverini, segretario del Premio Bancarella, in relazione alle condizioni di Montereggio, il paese dei librai che fondarono il Premio Bancarella, tra i centri alluvionati della Lunigiana. “Ora – aggiunge Polverini – a Montereggio ci sono i soccorsi. Aspettiamo che venga fatta una stima reale dei danni e poi decideremo come intervenire, magari anche con il coinvolgimento delle case editrici, che gia’ una volta contribuirono per ristrutturare il paese, e restituirgli quindi la normale condizione di vivibilita”’.
”Montereggio e’ un paese bello e antico, dove ogni piazza e ogni strada e’ intitolata ad editori e scrittori famosi. Sono rimasto impressionato da un paese cosi’. Non mi era mai capitato di vedere un intero paese dedicato ai libri e all’editoria” afferma lo scrittore e giornalista Claudio Fracassi, ricordando Montereggio. Fracassi lo ha visitato durante la scorsa edizione del premio, essendo arrivato nella sestina finalista con il libro ”Il romanzo dei Mille”, pubblicato da Mursia.
Conserva lo stesso ricordo Andrea Frediani, arrivato terzo all’edizione di quest’anno del Premio Bancarella al quale ha partecipato con i libri ”Dictator” e ”Trionfo di Cesare” entrambi pubblicati dalla Newton Compton. ”Fu una serata piacevolissima terminata con una merenda a base di gorgonzola – ricorda lo scrittore – quando si pensa a questi premi importanti si tende a immaginare cene lussuose, invece e’ stato tutto molto familiare, a casa di uno degli organizzatori con una vista strepitosa”.
”Ci stiamo gia’ attivando, si tratta di capire quali i danni e le necessita’ e poi, come abbiamo fatto all’Aquila in occasione del terremoto, organizzeremo gli aiuti – annuncia il presidente dell’Associazione librai, Paolo Pisanti – l’associazione chiedera’ agli editori di rendersi disponibile con i librai colpiti dall’alluvione. Io so cosa significa. Dieci anni fa ebbi lo stesso problema, ancora ne pago le conseguenze. Ma chi fa questo lavoro lo fa con grande passione, che trasmette agli altri, e che rende solidali”.


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