Uno dei temi sul tappeto del vertice mondiale sul clima dell’Onu a Durban in Sud Africa e’ la regolamentazione delle norme che regolano l’impatto ambientale delle spedizioni marittime, responsabili del 3% delle emissioni mondiali, ma destinate a aumentare. Secondo il rapporto Out of the Bunker – Time for a fair deal on shipping emissions’ redatto da Oxfam e Wwf per circoscrivere il fenomeno basterebbe raddoppiare il prezzo del carbonio del comparto raddoppiandolo a 25 dollari per tonnellata emessa. Il trasporto navale internazionale e’ attualmente responsabile di circa il 3% del totale delle emissioni globali – piu’ di quanto e’ attribuibile alla Germania e due volte quelle dell’Australia – ma non esiste una regolamentazione severa e restrittiva. Tanto che la Commissione europea vorrebbe indicare la strada come capofila con una proposta di accordo sul prezzo del carbonio per il carburante di trasporto, in occasione della conferenza Onu sul cambiamento climatico. Le misure economiche per il controllo delle emissioni dei trasporti marittimi contribuirebbero alla costituzione del fondo di 25 miliardi di dollari all’anno entro il 2020. Secondo il rapporto i tagli alle emissioni dei combustibili marittimi hanno un valore anche simbolico: dimostrano infatti che gli interventi per la riduzione dei gas serra possono essere realizzati senza compromettere le economie dei paesi via di sviluppo, contribuendo invece direttamente a sostenere le loro politiche ambientali.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?