Astronomia: entra in funzione Alma, il più grande radiotelescopio del mondo

Catturano i primi passi della formazione di stelle le prime immagini raccolte da Alma, il nuovo centro di osservazione europeo nell’emisfero sud, una distesa di parabole mobili anche se sempre ancorate a terra a cinquemila metri di altitudine (era stato fino a ora solo il telescopio orbitante Hubble a cogliere questo fenomeno). Un centro che vantera’, una volta completato, la possibilita’ di misurare la luce a lunghezze d’onda molto basse che vanno dai millimetri ai 400 millesimi di millimetro, quindi i segnali piu’ antichi che rendono conto dell’universo primordiale. Le immagini raccolte dalle prime 12 antenne da 12 metri in funzione in questa prima fase sperimentale di lavoro definita Early Science (nel 2013, quando il centro di osservazione sara’ completato, le antenne saranno 66) mostrano la collisione di due galassie. Nel centro di ognuna delle due formazioni di stelle, ma anche nella regione caotica dell’impatto, sono evidenti le concentrazioni del gas che, nel tempo, daranno luogo ad altre stelle. Fra i molti progetti varati dagli scienziati che fanno capo ad Alma l’osservazione delle prima fasi della formazione di un pianeta. La stella scelta da un gruppo di ricerca e’ molto giovane, e’ AU Microscopii e ha l’un per cento dell’eta’ del nostro sole. Intorno a lei gravita un anello di materia che si sta raggrumando in pianeta. Un’altra stella si trova a 400 anni luce da noi, e’ stata designata come HD 142527 e potrebbe far nascere fino a una dozzina di pianeti delle dimensioni di Giove. Poi, in lista vi e’ anche il buco nero della nostra galassia, Sagittarius A, che non puo’ essere osservato dai normali telescopi ottici per la polvere che lo circonda. Scienziati giapponesi hanno prenotato il telescopio per studiare la galassia Himiko, che sforna l’equivalente di cento soli l’anno, senza che intorno a lei accada null’altro. In una intervista alla BBC, il responsabile del progetto, Pascal Martinez, parla di Alma come di una ”piramide del 21esimo secolo” per magnificare le innovazioni che introduce, la scala del progetto, la sua complessita’ tecnica, oltre che ai risultati che la comunita’ degli astronomi si aspetta. Il grosso delle antenne sono dell’European Southern Observatory, ma anche giapponesi e nordamericani ne installeranno alcune. Facendole traportare anche loro sull’alto piano da veicoli con 28 ruote.