Che frescura nelle isole Chagos, tutta colpa di un forte rovescio di pioggia

Magnifico atollo corallino appartenente all'arcipelago delle Chagos

Durante la scorsa settimana, molto curiosamente, mentre lo Sri Lanka avvicinava il suo record nazionale di caldo,  il territorio di Diego Garcia, nelle isole Chagos, in pieno oceano Indiano, ha per poco avvicinato il rispettivo record di freddo assoluto. Durante un fortissimo rovescio temporalesco  la temperatura è scesa a soli +20° in pieno pomeriggio. Considerando che questo territorio può stare anche oltre dieci anni senza mai toccare i +20°, nè di giorno e nemmeno di notte, si può ritenere un dato a dir poco eccezionale. Bisogna ricordare che queste piccole e splendide isole oceaniche tropicali non fanno mai temperature basse per irragiamento. Ciò è impossibile causa l’intenso calore latente che viene sprigionato dalle calde acque superficiali dell’oceano Indiano tropicale, che per buona parte dell’anno superano la soglia dei +26°/+27°. Solo durante violente precipitazioni, di tipo temporalesco (apportante da grossi cumulonembi oceanici), si possono registrare delle temporanee quanto brevi rinfrescate. Lo stesso succede per i record nazionali di certe isole-stato, come le isole Marshall e la Micronesia.Qui il freddo piomba solo ed esclusivamente durante forti rovesci temporaleschi, quando l’aria fredda scende rapidamente dagli alti strati della troposfera tramite le precipitazioni e gli “outflow” generati dal temporale. Inoltre si deve considerare che gran parte di questi piccoli atolli, appena emersi dalla superficie oceanica,  non superano nemmeno i 5-7 metri di altezza. L’ aria calda del mare, cosi, sostituisce subito quella fresca scesa durante i temporali. Quindi sono perennemente influenzate dal calore latente che viene sviluppato dalla calda superficie marina. Un esempio su tutti può essere quello delle isole Marshall dove i cieli sono quasi sempre nuvolosi o coperti.Li le temperature minime sovente si registrano di giorno quando piove o passano brevi ma intensi rovesci, mentre le massime si archiviano durante la notte. Per questo motivo possiamo parlare di un irragiamento di tipo negativo.

Uno dei tanti atolli delle Chagos

 

Un paradiso terrestre dalla storia travagliata da decenni di berbero colonialismo

Le Chagos, composte da oltre 65 isolette e piccoli Atolli, sono praticamente disabitate da decenni. Gran parte della popolazione indigena è stata cacciata via, con la forza, dagli inglesi che hanno poi costruito una base aerea molto importante nell’isola di Diego Garcia, la più grande di tutte.Nel 1965 Londra sottrasse le isole al controllo amministrativo del governo coloniale di Mauritius e creò il British Indian Ocean Territory. L’anno successivo gli inglesi affittarono Diego Garcia alla marina statunitense e cominciarono a rimuovere circa 2.000 abitanti in pochi mesi. I chagossiani, di stirpe creola, ovvero discendenti degli schiavi africani, nei loro luoghi d’origine erano autosufficienti. Oggi 4.500 vivono alle Mauritius e 500 alle Seychelles, pur fra mille difficoltà.Molti sono disoccupati, quasi tutti vivono ai margini della società. Gli ex abitanti delle Chagos hanno conservato il passaporto britannico e il loro problema è riemerso di recente, quando il governo di Londra ha elaborato il libro bianco sui 13  territori coloniali rimanenti per dare la piena cittadinanza ai 125.000 che li abitano. I legali del governo hanno affermato che ogni rivendicazione deve considerarsi estinta con il pagamento di due indennizzi, nel 1978 e nel 1982, per un totale di oltre 30 miliardi di vecchie lire e con la firma di un atto di rinuncia da parte di tutti gli abitanti.Il governo sostiene che il contratto d’affitto prevede il ritorno delle isole Chagos sotto il controllo delle Mauritius (che intanto sono diventate del tutto indipendenti) qualora non servano più. Ma è chiaro però che gli americani non hanno nessuna intenzione di rinunciare a una base cosi strategica nell’oceano Indiano visto i tanti fronti di guerra aperta contro i santuari del terrorismo islamico (Somalia, Yemen, Afghanistan, Pakistan).