Torniamo a parlare delle intense quanto inusuale precipitazioni che da quasi una settimana continuano a succedersi tra l’entroterra desertico dell’Algeria orientale e la regione del Fezzan, nel sud del territorio libico. Anche nei giorni scorsi l’evento straordinario si è nuovamente ripetuto. Certo, un pò di pioggia nel deserto ci può anche stare durante la stagione autunnale o in inverno, alle prime infiltrazioni umide dal basso Mediterraneo. Stavolta però la cosa alquanto insolita sta nel fatto che le piogge e i temporali si sono ripetute sulle medesime aree desertiche per vari giorni, con grande intensità e costanza nel tempo. Se consideriamo che sull’entroterra desertico algerino e libico vi sono località che non vedono una goccia di pioggia da oltre un anno il fenomeno in questione assume carattere di autentica eccezionalità. La colpa di questa anomala fase climatica instabile e piuttosto umida, ai confini fra il Sahara algerino e il deserto del Fezzan, è da ricercare nel temporaneo sbilanciamento dell’anticiclone delle Azzorre che nelle ultime due settimane ha posizionato il proprio baricentro sopra la MittelEuropa, lasciando scoperto agli attacchi perturbati il medio Atlantico e il basso Mediterraneo, esposto a continue infiltrazioni umide orientali in quota. Con questo particolare posizionamento il poderoso anticiclone oceanico è riuscito a spingere, lungo il suo bordo più meridionale, un latente “CUT-OFF” in quota, stagnante per vari giorni fra mar Libico e basso Ionio, fino al cuore dell’entroterra desertico libico, a sud di Tripoli. Qui la piccola circolazione ciclonica chiusa in quota (500 hpa) ha agito come una sorta di scheggia impazzita, difficile da controllare, che è riuscita a sopravvivere e ad adattarsi all’interno di un ambiente del tutto ostile, come quello del deserto libico. Al contempo il mulinello, colmo di aria umida e molto instabile, riusciva a pilotare correnti di aria molto umida e instabile dal basso Mediterraneo fino all’entroterra del Sahara algerino orientale, alla Tunisia e alla Libia occidentale, tramite una ventilazione, sostenuta, da N-NE o NE.

Le correnti di aria fresca e umida in quota, di origine mediterranea, una volta inserite sopra l’entroterra desertico algerino e libico hanno dato luogo a forti contrasti termici con l’aria molto più calda e secca preesistente nei bassi strati in questi luoghi. I notevoli divari termici (gradiente termico verticale) fra le masse d’aria di diversa natura hanno agevolato la nascita di intensi moti convettivi (correnti ascensionali molto forti) che hanno messo le basi per la costruzione di grosse e improvvise “cellule temporalesche” capaci di dare la stura a veloci ma violenti rovesci di pioggia, localizzati in determinate aree. Le formazioni temporalesche in pieno deserto sono state incentivate anche dalla presenza, in alta quota, di una forte corrente a getto da sud-ovest che ha esaltato la divergenza con le correnti da NE in entrata nei bassi strati. Questa situazione sinottica, esplosiva per il nord-africa, ha fatto scoppiare i primi forti temporali in pieno deserto già nella giornata di sabato 1 Ottobre. Il copione si è ripetuto anche nei giorni a seguire, quasi ogni sera. Le forti piogge, cadute nel giro di 1-2 ore, a volte anche meno, hanno rapidamente gonfiato gli Uidian, ossia i letti di quei torrenti prosciugati sul territorio desertico, causando gravi inondazioni ed estesi allagamenti in aree sovente abituate a vedere qualche goccia di pioggia una volta l’anno. I fenomeni più intensi si sono formati sull’Algeria orientale, tra l’area dei grandi Erg orientali (dune di sabbia) e il deserto roccioso del Tassili – n- Ajler (a nord-est del massiccio montuoso dell’Ahaggar), non lontano dai confini occidentali libici, dove si sono formate delle grosse cellule temporalesche e imponenti sistemi multicellulari che si sono ingrossati ulteriormente per sconfinare fino all’arida regione del Fezzan, nella Libia meridionale. Da notare come i temporali, una volta cresciuti sul suolo desertico algerino si sono poi spostati verso nord-est, in seno alla forte corrente a getto da sud-ovest che risale il Sahara occidentale.

Molte aree, durante i passaggi temporaleschi, hanno ricevuto un quantitativo d’acqua superiore a quello che stagionalmente può cadere in una intera annata. Si parla anche di botte di 40-50 mm in poche ore nel cuore del deserto sahariano. Valori davvero incredibili. Molti tratti del deserto sabbioso, soprattutto l’area dei grandi “ERG” algerini e il Fezzan occidentale, si sono rapidamente rinverditi subito dopo i rovesci, fra la gioia e lo stupore delle popolazioni locali che non aspettavano altro da parecchi mesi. La pioggia, sotto forma di rovescio temporalesco, è caduta per l’ennesima volta anche sulle città di Gat e Sabha, nel profondo sud del deserto libico, dove tuttora vanno avanti i violenti scontri armati tra gruppi di ribelli (inviati dal CNT) e miliziani armati fedelissimi a Gheddafi e al suo vecchio regime. Nonostante la situazione di quasi anarchia e il vuoto di potere lasciato in eredità dal deposto regime la gente non ha esitato a scendere in strada per festeggiare l’arrivo dei temporali e delle abbondanti precipitazioni che da queste parti erano attese da più di un anno. Purtroppo bisogna anche sottolineare che i violenti temporali di questi giorni hanno causato anche molti disagi e danni visto che questi territori spesso si trovano, per cosi dire, impreparati a raccogliere e smaltire queste quantità d’acqua nel giro di poche ore. Le acque fangose degli Uidian, gonfiate dai temporali, hanno travolto case e abitazioni in diversi villaggi dell’Algeria orientale e della Tripolitania, costringendo la gente a lasciare le proprie abitazioni invase dalle acque. I danni maggiori in questi ultimi giorni si sono registrati proprio lungo le valli della città di Bani Walid dove molti torrenti straripando hanno inondato vasti territori, allagando numerosi centri abitati e villaggi.

Nubifragi pure su Tripoli; sarebbero caduti oltre 110 mm, nuovo record pluviometrico mensile
I forti temporali e i nubifragi che per oltre una settimana hanno flagellato il nord-Africa non hanno risparmiato neppure la capitale libica Tripoli che nella giornata di lunedì 3 Ottobre è stata colpita da una serie di forti rovesci di pioggia, provenienti dal mare antistante, che hanno allagato numerosi quartieri della città. In molte strade la circolazione si è resa impossibile a causa dei pantani. I principali corsi d’acqua della capitale si sono ingrossati e hanno inondato le aree limitrofe, creando grossi specchi d’acqua. Purtroppo nella città non ci sono stazioni in funzione 24 su 24, causa i violenti scontri di Agosto che hanno devastato interi quartieri, in particolare l’area non lontano dall’aeroporto internazionale. Le uniche due postazioni pluviometriche di Tripoli, presenti e funzionanti in due diversi quartieri, hanno registrato degli accumuli complessivi nelle 24 ore di lunedì 3 Ottobre di 45 mm e 110 mm, segno che i rovesci più violenti si sono concentrati solo in alcune zone. Stando a questi dati pervenuti i 110 mm questo valore rappresenterebbe il nuovo record ottobrino di precipitazioni in 24 ore dato che il vecchio record è di 86.4mm stabilito nell’Ottobre 1950.Sottolineamo che comunque i 110 mm nelle 24 ore non possono essere considerati un record assoluto per la capitale libica dato che nel Novembre 2002 Tripoli, durante un violento nubifragio, fece oltre 120.5 mm in meno di 24 ore.
L’instabilità tra Algeria e Libia si prolungherà anche oggi e domani con altre piogge e nuovi rovesci, anche a sfogo temporalesco, che bagneranno le coste settentrionali di Algeria, Tunisia e il nord della Libia. Piogge anche insistenti si potranno avere lungo il versante nord dei rilievi dell’Atlante, esposto agli umidi venti dai quadranti settentrionali. L’afflusso di fredde correnti dai quadranti settentrionali renderà l’atmosfera ulteriormente instabile e turbolenta, con buona probabilità di nuove formazioni temporalesche in seno all’ampia saccatura artica che poggerà le proprie basi lungo le coste nord-africane. In Libia l’instabilità proseguirà fino alla giornata di lunedì, con buone possibilità di vedere dei rovesci e temporali sparsi fra le coste della Tripolitania e la Cirenaica.
I nostri precedenti articoli in cui parliamo dell’argomento:
- Altre straordinarie nubi temporalesche nel deserto del Sahara! Le immagini
- Ancora forti temporali in Libia, nubifragi nel deserto del Sahara
- Nubi temporalesche nel deserto del Sahara: storiche immagini satellitari
- Ancora maltempo nel nord Africa, forti temporali tra Tunisia e Libia
- Forti temporali nel deserto Libico
- Il maltempo del nord Africa visto dalle mappe satellitari
- Continua l’anomalia nord/Africana: freddo e piogge torrenziali tra Algeria, Tunisia e Libia!
- Temporali e piogge torrenziali devastano alcune aree desertiche fra Algeria e Libia


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