”Bisogna garantire il coordinamento, che e’ possibile, tra diversi livelli di conoscenza di governo, tenendo da una parte l’operativita’ con la Protezione civile e dall’altra con la legge di difesa del suolo, quindi l’aspetto scientifico”. A dirlo e’ Bernardo De Bernardinis, presidente dell’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale), nel corso del II forum mondiale delle frane, alla Fao a Roma. ”Indubbiamente l’Italia – aggiunge – si presenta in tutte e due gli aspetti, operativo e scientifico, come un’eccellenza”. Ma c’e’ ”la necessita’ di continuare a conservare la cultura geologica nazionale che in questo momento e’ in seria difficolta’ sia sotto l’aspetto dei finanziamenti che per i riconoscimenti istituzionali”. Le frane, spiega De Bernardinis, sono per ”il nostro Paese, come per il resto del mondo, tra le cause maggiori di vittime e danni alle cose, anche se il primato spetta al Giappone, dove le frane sono un problema ancor peggiore rispetto ai terremoti”. “Tutti pensano che il Giappone -spiega De Bernardinis– sia il Paese piu’ esposto al rischio terremoti, invece sono le frane“. Secondo quanto emerso nel corso del Forum, il Giappone a causa dei danni provocati dalle frane spende 1.500 mln di euro l’anno. “La presenza di 77 Paesi del mondo al Forum -dice ancora il numero uno dell’Ispra- dimostra la gravita’ del tema frane a livello internazionale“. Secondo il presidente del consiglio nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano, a fronte di ”un consumo di suolo spaventoso, pari a circa 500 chilometri quadrati all’anno – sulla base di dati forniti da Legambiente – non corrisponde un’azione di prevenzione”. Quello che serve – conclude Graziano – e’ ”una legge organica (per assegnazione risorse), un rimodernamento della legge urbanistica, che risale addirittura al 1942, la manutenzione ordinaria dei fiumi, mettere a sistema le competenze del Paese, e creare modelli comportamentali. I fondi nel nostro Paese arrivano solo a fronte di un’emergenza e, a quel punto, la spesa e’ 10 volte superiore di quanto servirebbe investire in prevenzione”.
Emergenza Frane, le soluzioni di De Bernardinis e Gian Vito Graziano


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