”Stiamo vivendo in un mondo dove il problema della sicurezza ambientale passa in terzo, quarto ordine”. E’ l’amaro sfogo di Raffaele Mansi, il papa’ di Francesca, la giovane laureata morta nel settembre dello scorso anno nell’alluvione che colpi’ Atrani, in costiera amalfitana. Il corpo di Francesca venne ritrovato a largo delle isole Eolie a distanza di un mese. ”Chi dovrebbe fare prevenzione sui nostri territori – dice Mansi – sta facendo delle gravi omissioni. E quando, come la notte scorsa, si abbattono violenti temporali sui nostri territori, c’e’ sempre la paura per un nuovo disastro. Viviamo, insomma, con questa spada di Damocle sulla nostra testa”. Raffaele Mansi ha appreso stamani della tragedia di Pollena Trocchia. ”Aveva quasi l’eta’ di mia figlia – dice – e’ una notizia atroce che riapre una ferita che un padre non potra’ mai far rimarginare. In questo momento ai familiari della giovane vittima posso dire solo coraggio. Andate avanti e chiedete giustizia. Chiedete – sottolinea – giustizia e non vendetta. Chiedete a chi e’ preposto che vengano messe in opera tutte le azioni per evitare disastri e lutti. Sto vicino ai familiari della povera ragazza – afferma – sto vicino con la preghiera perche’ ci accomuna lo stesso dolore. E poi voglio dire loro che non devono lasciarsi cadere nella disperazione ed essere fiduciosi nell’aiuto del Signore”.


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