Gas, riparte il Greenstream. Inverno sicuro per l’Italia

Riparte il Greenstream, il gasdotto che collega il nostro paese con la Libia. E l’Italia si sente piu’ sicura nell’affrontare l’inverno. L’ad di Eni Paolo Scaroni qualche giorno fa aveva garantito sulla ripartenza delle forniture entro ottobre con le eccedenze del gas di Wafa un campo operato dall’Eni al confine con l’Algeria situato a circa 500 km a sud-est di Tripoli nel deserto libico che anche durante la guerra non ha mai smesso di funzionare per fornire energia elettrica alla popolazione locale. E puntualmente e’ arrivata l’ufficialita’: “Noc (National oil corporation) Libya e Eni attraverso Greenstream BV Libyan Branch, la societa’ di joint venture per il trasporto di gas (Noc 50 per cento, Eni 50 per cento), hanno iniziato oggi le attivita’ per l’immissione del gas naturale nel gasdotto Greenstream, che collega l’impianto di trattamento di Mellitah nella parte ovest della costa libica a Gela, in Italia”. I volumi di gas trasportati durante il periodo di testing sanciscono, dunque, il riavvio preliminare delle attivita’ del gasdotto dopo otto mesi di fermo dovuti al conflitto in Libia. I primi test hanno riguardato tre milioni di metri cubi di gas al giorno. Noc e Eni, che hanno operato congiuntamente, nei mesi scorsi, per ripristinare progressivamente le attivita’ produttive presso tutti i giacimenti partecipati presenti nel Paese, stanno al momento lavorando insieme al riavvio, previsto per novembre, sia della produzione di gas dalla piattaforma offshore di Sabratah, situata a 110 km dalla costa libica nel giacimento di Bahr Essalam, sia degli impianti di trattamento associato presso il terminale di Mellitah. In particolare il campo Bahr Essalam e’ un importante fonte di approvvigionamento di gas per il Greenstream e riprendere la produzione determinera’ un graduale aumento dei volumi disponibili. “Il riavvio del Greenstream rappresenta il risultato dell’eccellente cooperazione tra Noc e Eni, e rappresenta il primo importante traguardo raggiunto da Eni nel forte impegno per riportare l’Italia in uno stato di maggiore sicurezza degli approvvigionamenti energetici”, ha sottolineato la nota Eni. Soddisfatto anche il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani: “Il riavvio di Greenstream e’ un fatto positivo e una buona notizia per i nostri approvvigionamenti energetici. Come governo – ha proseguito Romani – ci siamo fortemente impegnati per consentire la riapertura delle forniture, creando un rapporto forte e stabile con il Cnt e assicurando la nostra collaborazione per il ritorno alla normalita’ del Paese. La Libia e’ il nostro terzo fornitore di gas e il primo per il greggio, un partner strategico dove tante imprese italiane sono impegnate sul fronte produttivo e industriale. Per questo l’Italia deve continuare a svolgere un ruolo attivo, dal punto di vista politico ed economico, per contribuire alla costruzione della nuova Libia”, ha concluso il ministro. La notizia sul Greenstream e’ importante soprattutto sotto l’aspetto della sicurezza degli approvvigionamenti anche alla luce dello stop alle forniture del Transitgas, il gasdotto che collega Italia e Svizzera chiuso qualche giorno fa a causa del maltempo e le cui verifiche sull’integrita’ dovrebbero durare almeno fino a domenica. Il Transitgas ha portato in Italia circa 7,3 miliardi di mc di gas, pari al 14,3 per cento dei consumi nazionali nei primi otto mesi di quest’anno. Nel 2010 (e’ stato chiuso il 21 febbraio 2011 a causa del conflitto in Libia) il Greenstream, ha trasportato invece 9,4 mld mc, pari all’11,4 per cento dei consumi dell’anno. “Il Governo ha messo il proprio massimo impegno per il riavvio del gasdotto Greestream che ci consentira’ di affrontare il prossimo inverno con un maggiore livello di sicurezza delle forniture anche per far fronte a ulteriori possibili rischi di approvvigionamento dall’estero. Dalla Libia, il nostro terzo fornitore, proviene infatti il 12,5 per cento delle nostre importazioni – ha ammesso Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico con delega all’energia -. Da quando era stato arrestato il gasdotto, – continua il sottosegretario – il mancato apporto era stato compensato nei mesi invernali con l’aumento delle importazioni da Russia e Nord Europa e con il maggior prelievo degli stoccaggi nazionali. Dalla primavera a oggi nonostante la mancanza del gas libico siamo riusciti ad assicurare un elevato grado di riempimento degli stoccaggi nazionali (che oggi e’ intorno all’87 per cento) e che verra’ completato entro ottobre”. “La notizia e’ confermatissima, siamo ancora in fase di test, ma stiamo lavorando con volumi importanti, circa 2-3 milioni di metri cubi al giorno”, ha detto in serata a Sky Tg24 il direttore generale Eni Exploration & Production, Claudio Descalzi. “Potremo aumentare il regime di produzione verso la fine del mese di novembre. Oggi e’ un giorno fondamentale – ha spiegato – perche’ far ripartire il Greenstream a un mese dalla fine della guerra in Libia e’ stata un’impresa eccezionale e soprattutto di grande cooperazione tra i nostri tecnici e i tecnici libici”.