Il Leviatano è esistito davvero: era il mostro degli abissi che divorava i rettili marini

MeteoWeb

Il Leviatano, mitico mostro marino, è davvero esistito, anche se con ogni probabilità non aveva le forme della creatura biblica, ma di una “piovra gigante” nascosta negli abissi con grandi capacità “artistiche“. E’ l’ipotesi di un ricercatore, Mark McMenamin del Mount Holyoke College, che pensa di aver risolto l’enigma dei resti di nove Shonisaurus popularis della famiglia degli ittiosauri, rettili marini preistorici lunghi anche 15 metri, scoperti più di 50 anni fa e ora custoditi presso il Berlin-Ichthyosaur State Park nel Nevada (Usa).
Secondo McMenamin gli animali non morirono incagliandosi nei bassi fondali della costa o, come sostiene qualcuno, per l’ingestione di alghe tossiche, ma furono divorati e digeriti negli abissi da un’enorme creatura. “Lo confermano le incisioni ritrovate sul loro scheletro“, sostiene il naturalista. Solo un predatore moderno, infatti, riserva alle sue prede lo stesso trattamento ed è il polipo, sostiene il ricercatore. Di qui la tesi che un cefalopode gigantesco, della stessa famiglia dei polipi, abbia dominato i mari nel Triassico, più di 200 milioni di anni fa. Quello che ha sempre stupito gli scienziati è lo “strano ordine” delle ossa di queste creature. Anche per questo mistero McMenamin ha una soluzione. Secondo lo scienziato potrebbe trattarsi del più antico autoritratto mai scoperto: ossa e frammenti distribuiti in modo da imitare le forme di tentacoli e ventose. Una dimostrazione, secondo McMenamin, della grande intelligenza di polpi e piovre.