Nubifragi temporaleschi fra Tunisia e Algeria; gravi inondazioni con morti e danni da quantificare

Gli allagamenti per le strade di Tunisi

Come avevamo previsto, nei giorni scorsi, una forte ondata di maltempo ha interessato nelle ultime 24 ore il nord della Tunisia e i confini dell’Algeria orientale, dove si sono susseguiti intensi rovesci di pioggia e forti temporali che hanno causato estesi allagamenti e locali inondazioni. L’isolamento di una goccia fredda in quota (vortice ciclonico a carattere chiuso a 500 hpa), a seguito della rimonta dell’alta delle Azzorre che ha tagliato la saccatura oceanica che si è gettata fra la Spagna e il Marocco, non poteva non arrecare una furiosa fase di maltempo in tutto il nord-africa. Le abbondanti piogge, spesso a carattere temporalesco, hanno causato l’esondazione di numerosi torrenti e corsi d’acqua, già in sovraccarico dopo le piogge dei giorni scorsi. L’ondata di maltempo era associata al passaggio di questa goccia fredda in quota che dall’entroterra algerino, nell’area della catena montuosa dell’Atlante, si è mossa verso l’alta Tunisia, prima di raggiungere le acque del Canale di Sicilia. I sostenuti e umidi venti orientali che hanno preceduto il passaggio della circolazione ciclonica in quota hanno addensato una fitta nuvolosità che ha dispensato forti rovesci e temporali, localmente molto intensi, a carattere di nubifragio, sulle regioni della Tunisia settentrionale.

Forti nubifragi temporaleschi hanno bersagliato la città di Tabarka dove in meno di 24 ore sono caduti fino a 108 mm. Si tratta di un quantitativo davvero abbondante. Non sono da meno pure gli 80.8 mm registrati nell’aeroporto di Tunisia. La capitale tunisina infatti è stata sferzata da furiosi temporali, a tratti anche carattere di nubifragio, con intensa attività elettrica, che hanno provocato vasti allagamenti e disagi vari, soprattutto alla circolazione stradale. Sempre nella capitale molte case e abitazioni sono state invase dall’acqua fin dai primi piani. Da notare come dopo i forti temporali i sostenuti venti orientali, che hanno preceduto il passaggio del fronte,  sono andati rapidamente a calare, ruotando più verso NE, segno della presenza nei bassi strati di una particolare area di convergenza che ha esaltato la fenomenologia temporalesca in loco. Durante i rovesci, che sono durati dalla mattina di domenica 29 fino alle 22:00 (ora locale) dello stesso giorno, si sono verificate anche intense raffiche di vento, in genere da Est e E-NE, che hanno toccato i 59 km/h. A Biserta invece è stata toccata una raffica di ben 65 km/h. Sulle coste si sono registrate delle deboli mareggiate, con ondate alte fino a 2-3 metri, spinte dagli intensi venti orientali che hanno spazzato il Canale di Sicilia. Altre forti piogge si sono registrate a Enfidha,  Beja e Biserta dove sono caduti rispettivamente 58 mm, 56mm e 53 mm.

In alcune regioni della Tunisia settentrionale la situazione rimane drammatica; si contano 3 morti e tanti dispersi

 
I forti temporali e i nubifragi che hanno flagellato il nord della Tunisia, e i vicini confini orientali con l’Algeria, hanno causato, purtroppo, la morte di tre persone, oltre a ingenti danni all’agricoltura ancora da quantificare. Nella regione di Zaghouan due ragazzi, uno di 17 anni, l’altro di 21, sono annegati nel tentativo di attraversare un fiume, lo Zouagha, che si era ingrossato per la pioggia. Nella regione del Kef, un’autovettura, con a bordo marito e moglie, è stata trascinata dalla violenza delle acque del fiume Ain Essaboun. Uomini della Protezione civile, avvertiti da alcuni testimoni, sono riusciti a raggiungere l’autovettura, salvando l’uomo, mentre il corpo della donna è stato trovato a poca distanza. Ma tante altre regioni della Tunisia vengono segnalate delle situazioni critiche, soprattutto nelle vicinanze degli argini dei fiumi. In Algeria, in alcune cittadine dell’Atlante, le autorità locali hanno lanciato degli appelli alla popolazione servendosi dell’altoparlante collocato sul minareto, invitando cosi le persone a rifuggiarsi all’interno delle moschee.  Nelle prossime ore altri residui rovesci, pilotati dalla ritornante nord-orientale della goccia fredda che si allontana verso la parte bassa del Canale di Sicilia, colpiranno le coste dell’alta Tunisia e l’area di Tunisi, duramente colpita. Ma già da domani si attende un ulteriore miglioramento con ampi rasserenamenti e la cessazione degli ultimi fenomeni sul nord dello stato nord-africano.
 
Sistema convettivo (autorigenerante) a "V" sull'entroterra algerino