Si intensifica il processo di raffreddamento pellicolare lungo le sterminate lande della Siberia centro-orientale, li dove si trova una delle principali “fabbriche” del grande gelo, nell’emisfero boreale. Nelle scorse settimane, come vi avevamo anticipato, si è verificata la prima importante discesa artica, con aria di diretta estrazione polare (dal mar Glaciale Artico), verso gli altopiani siberiani centro-orientali, dove si è registrato un severo raffreddamento. L’aria molto fredda e pesante, proveniente direttamente dalle latitudini artiche, si è riversata sopra le grandi pianure e il vasto altopiano della Siberia centro-orientale, isolando cosi la prima lacuna di aria gelida di stagione, con valori al di sotto dei -20° -25° alla quota di 850 hpa, in prossimità della Jacuzia. Al momento questa è la zona più fredda di tutto l’emisfero boreale. In questi ultimi giorni le temperature stanno ulteriormente crollando su tutto il settore orientale siberiano a causa dell’azione combinata fra un Sole ormai troppo basso per potare quel calore necessario e un manto nevoso che inizia a farsi sempre più consistente al suolo, favorendo una estensione del tradizionale “effetto Albedo” che agevola le forti inversioni termiche notturne che caratterizzano il clima siberiano. Per questo motivo in molte località siberiane, li dove il deposito di neve al suolo supera già i 10-12 cm, i termometri sono scesi al di sotto dei -30° -35°. Ma in Jacuzia, non per caso è considerato il “polo” del gelo per eccellenza, la colonnina di mercurio è riuscita a scendere sotto i -37° -38°, sfondando il muro dei primi -40° di stagione, con un pò di anticipo rispetto i normali tempi di marcia. Come al solito è Ojmjakon ad aggiudicarsi il premio per essere la prima località dell’emisfero boreale ad aver toccato i -40° in questo Ottobre 2011. Precisamente, nella giornata di sabato 29 Ottobre, la minima di Ojmjakon è scesa ad un invidiabile cifra -40.9°, dopo una temperatura massima che in pieno giorno non aveva superato i -26.2°. Da notare pure come la temperatura media, nell’arco delle 24 ore, si sia mantenuta attorno una soglia di -34.7°. Il manto nevoso sul piccolo e gelido villaggio della Jacuzia si attesta sui 12 cm.
Oltre agli importanti -40° di Ojmjakon bisogna segnalare che sono diverse le località della Siberia centro-orientale che hanno ormai superato i -35°, con picchi sui -37° -38°. Tra le più importanti citiamo Segen-Kyuel’ che è scesa a una minima secca di -38.0°, Batamaj -37.3°, Tompo -36.5°, Verhojansk -36.2°, Selagoncy -35.6°, Dzardzan -33.7°, Curapca -33.1°. In quasi tutte queste località il manto nevoso accumulato al suolo si attesta dai 10-12 cm fino ad oltre i 20-22 cm. A Verhojansk l’accumulo registrato nella giornata di sabato 29 si attestava sui 24 cm. Nei prossimi giorni è attesa una ulteriore tendenza all’aumento con la possibilità di altre deboli nevicate a carattere sparso. La presenza di masse d’aria sempre più fredde, e quindi molto pesanti, nei bassi strati, in prossimità del suolo, favorirà un conseguente aumento dei valori barici, che si porteranno ben oltre la soglia dei 1030-1035 hpa. Questo intenso “raffreddamento pellicolare” degli altopiani della Siberia centrale e orientale sta contribuendo alla graduale costruzione del famoso e potente anticiclone di origine termica siberiano, che proprio in questo periodo inizia ad essere inquadrato, nella sua terra natale, dai principali modelli matematici e dalle carte sinottiche. La presa di posizione del grande anticiclone termico siberiano potrebbe assicurare importanti risvolti in chiave teleconnessiva su scala planetaria, con influenze future pure sul vecchio continente.
Nei prossimi giorni l’alta pressione termica inizierà, gradualmente, a prendere piede su buona parte del territorio siberiano, anche se ancora, in questa prima fase, non sarà completamente autonomo. Il bordo più orientale dell’esteso cuneo anticiclonico, presente sulla Siberia orientale, si collegherà con un nucleo di alta pressione dinamico, posizionato sul Pacifico nord-occidentale, davanti il Giappone. Ricordiamo che comunque l’alta pressione, di natura termica, sarà attiva solo negli strati più bassi, mentre in quota (a 500 hpa) si sentirà l’influenza del vortice polare che andrà a ricompattarsi, estendendo nei medi-alti strati della troposfera delle circolazioni depressionarie in quota che causeranno un pò di instabilità, con cieli sovente nuvolosi e rischio di deboli nevicate a carattere sparso. Nei prossimi giorni delle nevicate sparse e qualche locale rovescio saranno possibili sui bassopiani della Siberia occidentale, ad est degli Urali. L’avvento dell’anticiclone termico siberiano causerà importanti mutamenti delle condizioni meteo/climatiche in gran parte del continente asiatico. Basti pensare che l’estensione degli elementi di questa importante figura anticiclonica spianeranno la strada all’insediamento del potente anticiclone sull’altopiano tibetano. La formazione di questa importante struttura anticiclonica sull’Asia centrale attiverà il Monsone invernale di NE che durante i prossimi mesi dovrebbe iniziare a prendere forza lungo le coste dell’Asia meridionale, influenzando l’andamento delle precipitazioni tra la fascia equatoriale dell’oceano Indiano e l’area indo-australiana, dove le basse pressioni collegate alla discesa dell’ITCZ daranno l’avvio alla stagione delle piogge che quest’anno potrebbe risultare più forte del previsto causa una forte “Nina” in intensificazione sul Pacifico equatoriale.



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