Scienza: Galluzzi indaga la materia ambigua di Galileo

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Una lunga tradizione di studi ha sottolineato come la concezione di Galileo Gailei della materia sia venuta trasformandosi dall’iniziale esplicita adesione all’atomismo fisico democriteo nella singolare teoria matematica del continuo illustrata nei ”Discorsi” del 1638. Lo storico della scienza Paolo Galluzzi, direttore del Museo Galileo di Firenze, conduce un’analisi nel suo nuovo libro ”La materia ambigua di Galileo” (Olschki editore, pagine 154, euro 18) che suggeriscedi attenuare questa netta cesura, mostrando che i due modelli di interpretazione della struttura della materia coesistono da data molto precoce e vengono considerati pienamente equivalenti da Galileo. Attraverso un’indagine che si sviluppa prendendo puntualmente in esame l’intera produzione letteraria di Galileo, cosi’ come il carteggio e gli interventi dei collaboratori piu’ vicini al grande astronomo pisano, Galluzzi evidenzia la programmatica convergenza che Galileo stabilisce nel suo ambizioso progetto di riforma dell’intera filosofia naturale tra concezione corpuscolare della materia, teoria matematica del movimento e visione copernicana. In questo scenario delineato dal professore Galluzzi assumono nuove valenze anche le riflessioni galileiane sul ”libro della natura” scritto in caratteri matematici, cosi’ come il suo impegno per l’autonomia della scienza dalla teologia attestato dalle ”Lettere Copernicane”.

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