Si e’ aperta subito con schermaglie procedurali l’udienza relativa al processo alla Commissione Grandi Rischi che vede alla sbarra i sette componenti, tra cui scienziati ed ex vertici della protezione civile nazionale, accusati di aver fornito dopo la riunione del 31 marzo 2009 – a cinque giorni dal tragico sisma che causo’ la morte di 309 persone – rassicurazioni e notizie ”imprecise, incomplete e contraddittorie” sull’evoluzione del sisma in un territorio che gia’ da mesi era alle prese con un evidente sciame. In questo momento e’ in atto una camera di consiglio che deve stabilire, in particolare, se acquisire come prova il film ”Draquila”, se procedere alla trascrizione in dvd dei telegiornali pre e post terremoto e stabilire se nell’aula ci debbano essere postazioni fisse per operatori tv e fotografi.
I sette componenti sono accusati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali. All’udienza di oggi sono presenti oltre a Bernardo De Bernardinis, all’epoca vice capo della Protezione civile nazionale, Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico della Protezione Civile ed Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il processo si sta svolgendo in un clima meno teso delle precedenti udienze e vede la presenza di numerosi familiari delle vittime, tra cui il presidente dell’associazione 309 martiri, Vincenzo Vittorini. Gli altri imputati sono Franco Barberi presidente vicario della commissione Grandi rischi; Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto case, e Claudio Eva, ordinario di fisica dell’Universita’ di Genova.


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