Torre Orsaia, Campagna geologica nel Golfo di Policastro. Le foto

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    Attività didattica del Corso di Laurea in Scienze Geologiche dell’Università Federico II° di Napoli – Nel quadro di un accordo con l’Università Federico II di Napoli (Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio e Dipartimento di Scienze della Terra) è stato possibile realizzare una attività didattica sul campo per gli studenti del Corso di Laurea in Scienze Geologiche. Gli studenti sono stati ospitati nella foresteria messa a disposizione gratuitamente dal Comune di Torre Orsaia e grazie alla convenzione con i ristoratori locali hanno speso mediamente 12-13 euro al giorno per il vitto. La campagna è durata 4 giorni; tre sono stati guidati dallo scrivente ed uno dal Prof. Giuseppe Nardi. L’attività didattica ha consentito di osservare e rilevare significative caratteristiche geoambientali del territorio, dalla zona costiera a quella collinare e montana.
    Il primo giorno di campagna geologica si è svolto attraverso un percorso via mare da Sapri ad Acquafredda di Maratea e un percorso via terra da Passo Colla, valico tra Maratea e Trecchina, fino al Cristo di Maratea.

    E’ stato osservato lo spettacolare dissesto avvenuto nel dicembre 2010 lungo il versante a monte della strada che collega Sapri con Maratea. Il dissesto si è verificato in località Ruotolo dove si rinvengono decine di massi franati dalla parte alta del versante in corrispondenza dell’affioramento di brecce cementate in precario equilibrio. La località Ruotolo è caratterizzata dalla presenza di una grande sorgente sottomarina alimentata dall’acquifero del Monte Coccovello. La sorgente è stata parzialmente captata per uso potabile.

    Il secondo giorno di campagna geologica si è svolto attraverso un percorso a terra lungo il versante meridionale del Monte Cervati per osservare e rilevare le caratteristiche stratigrafiche, strutturali e morfostrutturali della zona dove affiorano rocce carbonatiche e rocce prevalentemente argillose di differente età.

    E’ stato effettuato il rilevamento geologico utilizzando una carta topografica in scala 1:5000 (CTR della Regione Campania scaricabile gratuitamente dal sito della Regione). Sono stati individuati e seguiti i limiti stratigrafici e tettonici. Il confronto con la carta geologica d’Italia in scala 1:50.000 ha evidenziato alcuni seri errori cartografici: chi ha sbagliato non è stato il gruppo di giovani rilevatori guidato dallo scrivente.

    Il terzo giorno di campagna geologica si è svolto attraverso un percorso a terra lungo il versante nord occidentale del Monte Bulgheria nella zona di Sanseverino nel Comune di Centola e lungo la costa tra Scario e Capitello.
    Sono evidenti, tra San Giovanni a Piro e Scario, i grandi dissesti di versante che coinvolgono le rocce carbontiche e le sottostanti formazioni prevlentemente argillose sulle quali è sovrascorso il Monte Bulgheria.
    E’ stata rilevata la struttura su cui sorge il Borgo Medievale di Sanseverino che si prolunga verso ovest fino a Foria. In quest’ultima zona è stata rilevata la presenza di una faglia trascorrente destra con evidenze morfostrutturali indicatori cinematici lungo le superfici di faglia.
    Intercalati nei sedimenti carbonatici straterellati tipo scaglia si rinvengono olistoliti carbonatici di dimensioni variabili da alcuni mc a migliaia di mc.
    Tra Scario e Capitello è stata rilevata l’attuale morfologia derivante dalla evoluzione naturale e dalla realizzazione di interventi umani come il porto di Policastro, opere di difesa costiera emerse e soffolte. Sono evidenti gli impatti di queste opere sulla morfologia costiera e sull’assetto socio-economico locale.

    Le immagini: