
Ieri, 23 Ottobre 2011, il giornale di scienze della Terra MeteoWeb e l’associazione meteobasilicata hanno unito le loro forze installando una stazione di rilevamento mesoclimatico ai piani del Pollino, a 1777 metri s.l.m., al confine tra la Basilicata e la Calabria. La stazione rientra nel più vasto progetto cominciato nel 2007 con l’installazione della stazione meteorologica di Piano Ruggio, a cui è seguita quella del Piano Grande di Masistro, seguendo la scia di innumerevoli installazioni europee e mondiali. Lo scopo del progetto è quello di studiare i meccanismi che portano ai fortissimi raffreddamenti radiativi dell’area, monitorando la temperatura, l’umidità e la temperatura di rugiada della conca di origine carsica. Il progetto, del quale è possibile leggerne la didattica, è il primo attuato in tutto il Sud Italia, e nei mesi passati ha anche raggiunto importanti rilevanze scientifiche ancora non presenti in letteratura. Nel Gennaio del 2010, la stazione di Piano Ruggio ha rilevato la più bassa temperatura mai registrata prima nel sud della nostra penisola, raggiungendo l’incredibile valore di -29.4°C ed evidenziando sbalzi termici considerevoli nell’ordine dei 24°C in 70 minuti. Dopo aver inizialmente analizzato le aree attraverso dei rilievi orografici, si è deciso di installare un datalogger professionale ad infrarossi, già utilizzato nel programma nazionale ricerche in Antartide. I ricercatori del progetto si recheranno periodicamente sul posto al fine di scaricare i dati visionabili poi gratuitamente sui siti www.meteoweb.eu e www.ambasilicata.it . I piani del Pollino, denominati anche il cuore del Pollino, sono un ampio anfiteatro naturale circondato dalle cinque cime più elevate del parco: la Serra Dolcedorme (2267 m), il monte Pollino (2248 m), la Serra del Prete (2181 m), la Serra delle Ciavole (2127 m), la Serra di Crispo (2053 m). Nel bel mezzo di queste vette spunta quest’area caratterizzata da pascoli e praterie d’alta quota, dalle estese foreste di faggio sulle pendici delle Serre e dai pini loricati a quota più alta, che qui registrano le maggiori presenze. Sui piani sono presenti vari laghetti glaciali, e proprio qui ha origine il torrente Frido, che poi scende lungo il territorio lucano. Presto saranno resi noti i primi dati di questo ambizioso progetto.



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