Maltempo in Piemonte, allarme esondazioni. Lo scirocco accompagnerà un weekend di piogge battenti

Il pericoloso vortice depressionario che si isolerà sul Mediterraneo occidentale

A poche ore dalla tragica alluvione che ha flagellato la città di Genova, causando purtroppo almeno 7 vittime, dei dispersi e un numero imprecisato di dispersi e feriti (per non parlare dei danni ai negozi e agli uffici completamente allagati), il peggio purtroppo deve ancora passare. Cresce la preoccupazione in vista del passaggio del cuore della cattiva perturbazione atlantica, che tuttora rimane saldamente ancorato fra il sud della Francia e il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, in vista del lento avvicinamento verso le nostre regioni nord-occidentali, già colpite dalle prime piogge pre-frontali convogliate dall’estesa massa nuvolosa che dalle Baleari e dal Mediterraneo centro-occidentale si estende fino alla Francia e alle nostre regioni settentrionali. Purtroppo l’intenso asse di saccatura che dal nord-atlantico si estende fino alla penisola Iberica e alle Baleari, entro domani inizierà ad essere spezzato in due tronconi principali da una timida e temporanea rimonta dell’anticiclone delle Azzorre diretta verso l’Irlanda, la Scozia e il nord dell’Inghilterra. Mentre il troncone settentrionale sarà rapidamente assorbito dal flusso umido oceanico in azione sull’Atlantico settentrionale, quello più meridionale andrà ad invorticarsi in una circolazione depressionaria autonoma, con un minimo barico al suolo pronto a scendere sotto i 998 hpa, che andrà a posizionarsi fra le coste della Catalogna e il golfo del Leone. Questa area di bassa pressione apporterà una severa fase di maltempo che porterà forti piogge, rovesci e temporali in tutta l’Italia centro-settentrionale, le coste meridionali francesi e il nord della Spagna. Al contempo, ad est, sull’Europa orientale, tra Turchia, mar Egeo, mar Nero e Russia europea, regnerà un poderoso nucleo anticiclonico, di grandi dimensioni, il cui perimetro spazierà dal mare di Barents (latitudini artiche) fino al Mediterraneo orientale. Lungo il confine fra le due figure bariche contrapposte sullo scacchiere euro-mediterraneo  la notevole differenza di pressione, il famoso “gradiente barico”, che si verrà a creare sul bacino centrale del “mare Nostrum” innescherà una vivace risposta di masse d’aria piuttosto tiepide, per non dire calde all’estremo sud, che dall’entroterra desertico algerino e dalla regione del Fezzan (entroterra libico) si spingeranno verso il Mediterraneo sotto sostenuti, a tratti intensi, venti di Ostro e Scirocco che risaliranno tutti i bacini della penisola, sia attraverso il Tirreno che dall’Adriatico. Stavolta le masse d’aria, di origine sub-tropicale continentale, che penetreranno sul Mediterraneo centrale, avranno un origine ancora più meridionale. Ciò vuol dire che l’aria che invaderà le nostre regioni sarà più calda del normale, in grado di poter contenere una maggior quantità di vapore acqueo condensabile, pronto a dare la stura a grandi carichi di piogge li dove si trovano gli ostacoli orografici di una certa importanza (Appennino Ligure, Prealpi, Alpi).

L'attuale immagine satellitare ci mostra il cuore della perturbazione ancoro arroccato sul Mediterraneo centro-occidentale

Massima allerta sul Piemonte che con questo tipo di configurazione rischia di essere travolto da piogge molto abbondanti per più giorni; possibili esondazioni

Purtroppo con questa pericolosa sinottica il Piemonte e le vallate più meridionali della Valle d’Aosta rischiano di essere colpite da piogge battenti e molto persistenti che nelle zone pedemontane del verbano, biellese e novarese potrebbero scaricare quantitativi d’acqua davvero allarmanti. Si parla di picchi di quasi 400-500 mm, con estremi prossimi anche ai 600 mm in appena 36-48 ore. La configurazione barica prefigurata dai vari modelli matematici rispecchia molte analogie con l’evento che si è reso responsabile della gravissima alluvione che nel 1994 ha messo sott’acqua mezzo Piemonte, con tanti morti e un ingenti danni materiali. Difatti nelle prossime 48 ore l’umido flusso sciroccale (messo in moto dalla ciclogenesi nel Mediuterraneo centro-occidentale)  che risale dal Tirreno e dall’Adriatico, una volta scavalcato l’Appennino Tosco-Emiliano e in parte anche quello ligure, seguendo la rotazione ciclonica nei medi-bassi strati, piegherà più verso est, scaraventando tutto il contenuto di umidità sui principali comprensori montuosi delle Alpi occidentali e nelle alture che sovrastano le aree del biellese, verbano e torinese.
Fra le aree più a rischio troviamo pure quelle del Canavese e tutto il biellese, li dove lo sbarramento orografico offerto dalle Alpi Graie favorirà persistenti annuvolamenti che daranno la stura a continue piogge di moderata, a tratti forte intensità. Ma anche le vallate del torinese, l’alessandrino, che peraltro risente dei resti dei nuclei precipitativi che sfondano dalle coste liguri, e l’astigiano, sono a rischio per pioggie persistenti che potrebbero far ingrossare i principali bacini idrografici della regione, fra cui il Po. Piogge molto forti e battenti colpiranno anche la Val di Susa, le valli di Lanzo e il Pinerolese, dove si potrebbero innescare smottamenti e frane. La quota neve, a causa del costante afflusso di aria calda da sud-est,  si dovrebbe attestare sopra i 2400-2500 metri. Più giù infatti sarà solo pioggia fino a domenica. L’enorme quantità d’acqua pronta a precipitare sui fondovalle alpini, in questa due giorni di piogge persistenti, provocherà un rapido aumento della portata dei vari fiumi che attraversano la regione, dal Tanaro ai tanti affluenti del Po, che potrebbero raggiungere i limiti di guardia in appena 24 ore, rendendo sempre più concreto il pericolo di esondazioni sulle campagne circostanti. Solo dal pomeriggio di domenica si dovrebbe registrare una parziale attenuazione della fenomenologia, anche se forti piogge si potranno attardare ancora fra il biellese, torinese e cuneese, dove si potrebbero registrare delle gravi criticità nei singoli territori già funestati da tre giorni di piogge torrenziali.