Il Governatore della Liguria, Claudio Burlando, ha parlato l giorno dopo la tragedia di Genova e ha “difeso” il suo operato nel corso degli anni. ”Dove siamo riusciti a fare i lavori nei torrenti, con finanziamenti che arrivano comunque tardi e con procedure un po’ lente, non e’ uscito un litro d’acqua”, ha detto. ”Stiamo operando da tempo sui principali e piu’ pericolosi torrenti di Genova a cominciare dal Bisagno, dove sono in corso lavori per cento milioni – ha spiegato Burlando -. Altre opere sono avviate nello Sturla e nel Feraggiano. Ebbene, in tutti e tre questi torrenti non e’ uscito un litro di acqua nei punti in cui i lavori sono stati eseguiti”. La tragedia di ieri del torrente Feraggiano e’ figlia del tappo creato dove il rio si interra: ”sul Feraggiano abbiamo individuato due criticita’, una l’abbiamo tolta. Molto piu’ a monte – ha spiegato Burlando – c’erano delle case dentro l’ alveo, con 25 alloggi. Sono state demolite. Li’ non e’ uscito un litro di acqua. Immaginiamo cosa sarebbe successo se fossero state ancora li”’. ”Purtroppo – ha aggiunto Burlando – la seconda criticita’, quella dove il rio si interra, piu’ a valle, deve essere ancora risolta. Il problema e’ la lentezza dei fondi. Per il Chiaravagna, esondato un anno fa, abbiamo avuto giusto ieri una parte dei finanziamenti”. ”Anche gli interventi dello Sturla devono essere completati – ha aggiunto il presidente ligure – come quelli sul Bisagno. Ma in entrambi i torrenti dove i lavori sono stati gia’ eseguiti ieri non e’ uscito un litro di acqua”.
Alluvione Genova, Burlando si difende: “abbiamo lavorato bene nel corso degli anni”


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