Allerta due vuol dire che non ci deve esere nessuno per strada o in auto nelle zone esondabili. Bisogna mettersi in salvo. Non c’e’ altro da fare. Allerta due vuol dire questo, piogge di straordinaria entita’. Lo abbiamo visto l’anno scorso a Sestri Ponente e oggi, in questo modo cosi’ cruento e imprevedibile. Non c’e’ modo di prevevedere o prevenire eventi simili”. Lo ha affermato il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, a margine della riunione del Comitato di Protezione Civile comunale. “Sono due giorni che diciamo che ci sara’ un’allerta 2 – ha aggiunto il primo cittadino – e che, in questa situazione, non si devono utilizzare i mezzi privati. Abbiamo assistito a decine di salvataggi da parte dei vigili del fuoco che hanno soccorso persone che si erano messe in pericolo da sole. Sono le azioni individuali che vanno modificate. Se c’e’ una cosa di cui mi rammarico, e’ di non aver fatto piu’ terrorismo, di non aver lanciato un messaggio ancora piu’ forte ai genovesi“.
Per quanto riguarda le sette vittime, tutte decedute nella zona di via Fereggiano, dove e’ esondato l’omonimo torrente, il sindaco Vincenzi ha affermato che “il livello di segnalazione della protezione civile, che era sul posto, era ‘giallo’, quindi medio-basso, alle 12. La tragedia si e’ verificata tra le 12.17 e le 12.45. Tutto e’ accaduto con una furia e con una rapidita’ impensabile. In un torrente – ha aggiunto il primo cittadino – nel quale dal 2001 ad oggi sono stati realizzati molti interventi di messa in sicurezza. Con i lavori eseguiti dal 2001 ad oggi il rischio previsto dal piano di bacino non poteva far pensare ad un evento di questo tipo. Bisognera’ valutare se riscrivere o meno i piani di bacino, in funzione di cio’ che sta accadendo ora, con precipitazioni di straordinaria intensita’ concentrate in pochissimo tempo“.
Per quanto riguarda le prossime ore, “ogni zona della citta’ potrebbe avere problemi. Bisogna che la gente lo sappia. Ci si deve mettere in salvo. Noi lavoreremo tuta la notte, cercheremo di sgomberare le strade. E’ come se ci fosse una guerra in corso. Bisogna correre in salvo. Quando c’e’ allerta due bisogna lasciare i piani terra, non stare per strada. Questo deve entrarci in testa. Non facciamo polemiche sul fatto che le scuole erano aperte. I bambini si sono salvati stando a scuola. Se fossero stati per strada o in macchina – ha concluso il sindaco – sarebbe stato molto peggio“.


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