Alluvione Genova: si continua a spalare nel fango mentre infuriano le polemiche

Via Fereggiano a Genova

Mentre centinaia di volontari lavorano senza sosta nelle zone più colpite dall’alluvione per liberare i negozi dall’acqua e le strade da fango e detriti, a Genova, 3 giorni dopo il terribile nubifragio che ha devastato il centro ed il levante cittadino, provocando la morte di sei persone, tra cui due bambine, infuriano le polemiche sulla mancata chiusura delle scuole da parte dell’amministrazione comunale. I genitori di Serena Costa, la 19enne morta durante l’esondazione del rio Fereggiano, mentre andava a prendere il fratello a scuola, hanno chiesto al sindaco Marta Vincenzi di scusarsi ufficialmente per non avere disposto la chiusura degli istituti scolastici. Il primo cittadino, intervistato dal quotidiano genovese Il Secolo XIX, ha dichiarato che “le disposizioni da diramare ai presidi, il giorno precedente l`allerta 2, erano molto precise”. Secondo il sindaco Vincenzi, infatti, i presidi “avrebbero dovuto tenere i bambini a scuola, al sicuro”, fino a quando non fosse passata la fase più intensa del nubifragio, prevista intorno alle 14. “Se dagli istituti scolastici sono partite chiamate ai genitori perché venissero a prendere i figli nel momento peggiore del disastro -ha sottolineato il primo cittadino- si tratta di un grave errore” perché “si è messa a repentaglio l`incolumità di adulti e bambini. Non voglio criminalizzare nessuno, prima voglio verificare di chi sono le responsabilità, che non è detto siano solo sul fronte scolastico”, ha precisato Vincenzi, ammettendo che la circolare del Comune potrebbe non essere stata “abbastanza chiara” e che la comunicazione alle famiglie potrebbe essere stata “difettosa”. Una cosa, però, “è certa -ha spiegato il sindaco di Genova- chi ha sbagliato deve pagare, da una parte o dall`altra. Verificheremo se, a sbagliare, sono stati i responsabili delle scuole o i nostri uffici. Dopodiché -ha concluso- non faremo sconti a nessuno, saremo severi”. La Procura di Genova, intanto, ha aperto un’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo contro ignoti, per accertare le cause che hanno portato all’esondazione di vari torrenti cittadini, tra cui il rio Fereggiano. “Non bisogna piu’ inchinarsi al dio della speculazione, non e’ possibile questo ripetersi delle alluvioni”, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica il procuratore capo di Genova, Vincenzo Scolastico. “Gli amministratori -ha aggiunto Scolastico- devono capire che si deve interrompere questo processo di impermeabilizzazione di Genova provocato dalla cementificazione”.