A Saponara si scava senza sosta per recuperare prima possibile il corpo di Luigi Valla, la terza vittima, insieme al figlio Beppe e a Luca Vinci, un bambino di 10 anni, della frana che due giorni fa si è abbattuta sul paese in provincia di Messina dopo un’eccezionale ondata di maltempo. Intanto, a poche decine di metri dall’abitazione dei Valla, gli abitanti del piccolo comune peloritano continuano a spalare via le tonnellate di fango piombate fin dentro le abitazioni, i negozi, i garage e le cantine. In questo quadro di disperazione c’è anche chi si considera “vivo per miracolo”, come il titolare di un piccolo ferramenta a contrada Scarcelli. Una mole impressionante di fango, alberi, pietre e detriti, ha invaso il suo magazzino e il negozio, e solo una casualità ha evitato che sotto quel pantano ci restasse anche lui. “Sono ancora terrorizzato – ha detto l’uomo a TM News -. Ero rimasto qui oltre l’orario di lavoro per sbrigare alcune cose. Quando ho visto la pioggia così forte mi sono preoccupato per la mia abitazione che è a valle. Ho chiuso tutto e sono scappato di corsa, raggiungendo casa che in effetti ho trovato allagata. Nel frattempo qui è successo tutto questo. Un albero ha persino bucato la saracinesca e sfondato il pavimento, proprio dove poco prima mi trovavo io. Se fossi rimasto qui sarei certamente morto”. Sulla prevedibilità di un evento del genere, il commerciante poi spiega: “Non avremmo mai imaginato una cosa simile – dice -. Qui era pieno di alberi, e ci hanno sempre detto che non era una zona ad alto rischio idrogeologico”.


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