Alluvione Saponara (ME), nuovo allarme dei geologi: “alto rischio frane se piove di nuovo”

Se dovesse piovere di nuovo qui a Saponara, anche meno di martedi’ sera, sarebbe altissimo il rischio di nuove colate di fango, sia chiaro che c’e’ un grande rischio residuo”. A lanciare l’allarme e’ Michele Orifici, dell’Ordine nazionale dei Geologi in questi giorni a Saponara (Messina), per seguire da vicino le operazioni di monitoraggio dopo la frana che si e’ abbattuta martedi’ su un’abitazione, provocando la morte di tre persone, tra cui un bambino di appena dieci anni. ”Ci sono venti colleghi geologi che stanno facendo una ricognizione nella zona colpita dalla frana – dice Orifici all’Adnkronos – Al momento siamo riusciti a monitorare circa il sessanta per cento del territorio. Ma molte zone non sono state ancora raggiunte per motivi logistici, i collegamenti sono molto difficili”. E ribadisce che la situazione e’ ”al momento ad alto rischio”. Alla domanda se e’ pessimista sull’evolversi della situazione, Orifici, che sta percorrendo il territorio con Vincenzo Pinizzotto dell’Ordine siciliano dei Geologi, risponde che ”e’ molto arrabbiato piu’ che pessimista. E stanco di ripetere sempre le stesse cose”. ”Da tre anni ormai – dice ancora – continuiamo a lanciare allarmi sui rischi, ma non e’ stato fatto molto”. Ecco perche’ chiede ”una legge organica per il territorio”.
Orifici ritiene che sia necessario “un piano di prevenzione mirato che parta dagli alvei”. Sono molti, soprattutto nel messinese, ‘‘i paesaggi a rischio dissesto. Ben vengano azioni di prevenzione”. E parla di un ”piano di Protezione civile che parta da un’analisi del territorio metro quadro per metro quadro, salvaguardando in questo modo la salute di tanta gente. Siamo stanchi di intervenire soltanto quando la tragedia si e’ compiuta. Com’e’ avvenuto qui a Saponara”. Ricorda anche che martedi’ sera, in poche ore sono ”cadute oltre 350 millilitri di pioggia, cioe’ un terzo della pioggia media annua”. Orifici ritiene che sia importante ”una piu’ ampia rete pluviometrica” per far si’ che appena inizia a piovere si possa gia’ conoscere la situazione ”zona per zona”. Il rappresentante dell’Ordine nazionale dei geologi, sottolinea ancora che il monitoraggio dei suoi colleghi per stabilire quali siano le zone a rischio, ”e’ un modello esportabile nel resto d’Italia”. ”In Sicilia – spiega – ci siamo organizzati con pochi soldi per effettuare il monitoraggio”. E ricorda che proprio grazie al monitoraggio ”due settimane fa sono state salvate centinaia di vite umane in due comuni, nel messinese, dove in poche ore le piogge hanno creato ingenti danni alle case e alla natura”.
Orifici sposa poi in pieno l’idea del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, secondo cui sarebbe opportuno sgomberare le aree a rischio dove non si doveva costruire. ”Bisogna cominciare ad agire sui territori svuotando le zone dove non si sarebbe mai dovuto costruire”, ha spiegato il ministro prima di partire per Messina dove ieri sera ha partecipato a un vertice sull’emergenza maltempo con il minstro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. ”Ritengo che fatto lo studio base, se viene accertato che la situazione e’ davvero a rischio – spiega Orificie’ bene procedere alla delocalizzazione. Ricordiamo che questi eventi climatici continuano a essere sempre piu’ frequenti. Insomma la politica di gestione del territorio deve cambiare al piu’ presto”. Per evitare che la conta dei morti continui. Senza sosta.