Novembre sta per concludersi e in questa settimana abbiamo avuto tanti altri fenomeni meteorologici estremi nella nostra Italia: la Calabria e la Sicilia nord/orientale sono state bersagliate da piogge alluvionali, ma non è andata meglio a Puglia e Sardegna colpite da violenti nubifragi tra lunedì e giovedì.
Adesso la situazione meteo sta migliorando, e questo nuovo peggioramento sta per essere archiviato ancora una volta sottolineato di blu, perchè è stato uno di quelli talmente tanto violenti da provocare ripercussioni tragiche sulla popolazione, fino – purtroppo – alla morte. E’ di 4 persone, complessivamente, il bilancio dei lutti dovuti a questa nuova ondata di maltempo: l’uomo ucciso dal crollo di un muro per il nubifragio di lunedì pomeriggio a Catanzaro e i tre “angeli di Saponara“, travolti da una colata di fango martedì sera nel Messinese Tirrenico.
E’ andata molto meglio tra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, dove s’è sfiorata l’ecatombe, o nel Catanzarese dove un treno con 21 persone a bordo è deragliato sul filo di un ponte crollato per la piena di un torrente.

Questi fenomeni sono stati soltanto gli ultimi episodi di un autunno meteorologicamente molto strano, con lunghi periodi anticiclonici intervallati da bruschi peggioramenti che hanno sempre provocato morte e distruzione.
Sono stati, infatti, almeno 32 i morti provocati dal maltempo negli ultimi tre mesi, dal 1° settembre a oggi: il 18 settembre nel Bergamasco un uomo viene fulminato da una saetta e nel Cuneese una frana travolge due alpinisti; poi il 19 settembre un agricoltore muore a Macerata schiacciato da un cumulo di balle di paglia abbattuto dal forte vento, e sempre il 19 ottobre a causa di un’onda anomala a Genova, muore un anziano risucchiato in mare mentre guardava la mareggiata dagli scogli.
Il 20 ottobre è poi la volta del nubifragio di Roma dove un immigrato cingalese di 32 anni muore annegato nel seminterrato in cui abitava all’Infernetto, periferia sud della capitale. Il giorno dopo, il 21 ottobre, nel Napoletano muore una ragazza durante un nubifragio a Pollena Trocchia.

Il 25 ottobre è il giorno della violentissima alluvione di Lunigiana e Cinque Terre che provoca 13 vittime: cinque a Borghetto Vara, due nella frazione di Cassana, uno a Monterosso, tre a Vernazza e due ad Aulla. Qui le foto di Pontremoli in ginocchio e qui le Cinque Terre debastate.
Passa poco più di una settimana e il 4 novembre si verifica l’alluvione di Genova nel giorno del 45° anniversario dell’alluvione di Firenze. Sei vittime, tutte donne tra cui due bambine, morte con la madre dopo aver cercato riparo nell’androne di un’abitazione travolta dalla furia dell’acqua del rio Fereggiano. E’ solo l’inizio di un peggioramento violentissimo che colpirà tutt’Italia per 5 giorni consecutivi, con piogge torrenziali in tutto il nord/ovest, fiumi in piena soprattutto nel Piemonte dove a Torino vengono chiuse le scuole per la piena del Po. Nei giorni successivi due persone vengono travolte e uccise dalla furia di un torrente in piena nel Materano; a Pozzuoli, nel Napoletano, si verifica un violento nubifragio che uccide un uomo; sull’Isola d’Elba la tragedia di Campo, dove muore un’anziana (qui e quile fotografie).

E poi siamo ai giorni scorsi. Al morto di Catanzaro e alle tre vittime di Saponara.
Sono stati tanti altri i fenomeni estremi che fortunatamente non hanno provocato danni, come il nubifragio del 9 novembre nel Messinese Jonico o quello di Reggio Calabria, sempre il 9 novembre, o le tempeste di tornado del 14 ottobre nel Catanese per non parlare dei tantissimi altri fenomeni vorticosi di quest’autunno così bizzarro e violento, che non è ancora finito.
Già, perchè nelle prossime settimane potremmo avere altri forti piogge, come quelle che già da lunedì torneranno a colpire prima la Sardegna e poi il resto del sud.
Ma intanto viviamo un weekend anticiclonico e tranquillo. Una breve tregua soleggiata in un autunno che, ogni qual volta il cielo si scurisce, sembra non voler dare scampo.



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