Un pianeta in debito d’ossigeno. Cosi’ si presenta la Terra all’appuntamento con la Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, il vertice organizzato dalle Nazioni Unite a Durban, per discutere le politiche ambientali globali. Proprio del 2010 e’ il record di emissioni globali di anidride carbonica, che ha raggiunto il picco di 33,5 miliardi di tonnellate, crescendo del 5,9 per cento sul 2009 e del 4,5 per cento rispetto al precedente primato del 2008. Lo ricorda la Confederazione italiana agricoltori, auspicando che il summit apra la strada a un accordo globale sul clima. ”In prima linea per mettere un freno allo sterminio dei boschi, autentiche miniere di sviluppo sostenibile, sono gli agricoltori, che svolgono da sempre un ruolo essenziale – spiega la Cia – nella protezione di queste straordinarie fonti di ossigeno e di biodiversita’, fungendo da ‘guardiani’ delle attivita’ antropiche e valorizzando cosi’ il ruolo degli alberi come regolatori degli ecosistemi. E’ importante ricordare, a questo proposito, che l’Italia vanta un patrimonio forestale invidiabile che primeggia in Europa per percentuale di superficie ricoperta – con i suoi 11 milioni di ettari di bosco, quasi il 35 per cento dello Stivale e’ verde – e per ricchezza di specie presenti”. ”Ma il settore primario – continua la Cia – non contribuisce alla lotta ai cambiamenti climatici solo in questo senso. Un altro settore ‘verde” che da’ un apporto fondamentale alla lotta ai cambiamenti climatici e’ proprio di derivazione agricola. Dagli scarti di agricoltura e allevamento si ricavano ogni anno 20 milioni di tonnellate di biomasse legnose, destinate alla produzione di energia termica o elettrica a impatto zero. Questa scelta ha fatto risparmiare all’ambiente 24 milioni di tonnellate di CO2, una quantita’ pari all’anidride carbonica emessa da 4 milioni di automobili a benzina che fanno il giro completo della Terra. Ma si deve fare di piu’ per sviluppare ulteriormente un settore che, con un fatturato di oltre 6 miliardi di euro l’anno, da solo vale la meta’ del giro d’affari dell’intero comparto delle rinnovabili, confermandosi cosi’ non solo ”a emissioni zero”, ma anche economicamente competitivo”. ”Ed e’ per questo – conclude la Cia – che sollecitiamo i ministri dell’Ambiente Corrado Clini e dello Sviluppo economico Corrado Passera a presentare al piu’ presto il nuovo Piano energetico nazionale. Un Piano che dovra’ essere assolutamente ‘green’, e che dovra’ dare il la’ a un’economia che sostituisca le fonti rinnovabili al carbonio, partendo proprio dalle biomasse”.


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