Astronomia: indici per cercare la vita su altri mondi

Credit: NASA

Durante la ricerca di pianeti extrasolari che potrebbero ospitare la vita extraterrestre, gli scienziati dovrebbero ampliare la loro mente al di là dei “pianeti simili alla Terra“, dicono i ricercatori. Ad oggi, più di 700 pianeti alieni sono stati scoperti oltre il nostro sistema solare, e gli scienziati sono ansiosi di sapere se qualcuno di questi possa ospitare la vita. In un nuovo studio, gli astrobiologi hanno proposto due nuovi sistemi di classificazione planetaria che potrebbero rendere più facili i modi per indicare mondi potenzialmente abitabili. Una delle nuove scale, chiamata indice di similarità Terrestre (ESI), dovrebbe categorizzare le sembianze di un pianeta al nostro. Questo ha un senso, dicono i ricercatori, perché la Terra è ancora l’unico pianeta conosciuto ad ospitare la vita, e altri mondi che assomigliano alla Terra rappresentano scommesse nella ricerca di vita extraterrestre. “In pratica, l’interesse per gli esopianeti si concentrerà inizialmente sulla ricerca di pianeti simili alla Terra“, ha spiegato il capo dello studio, Dirk Schulze-Makuch, un astrobiologo della Washington State University, in un comunicato. “Noi proponiamo un indice di somiglianza alla Terra con il quale individuare esopianeti molto simili“. Ma i ricercatori propongono anche una seconda scala, chiamata Indice di abitabilità planetaria (PHI), che tiene conto di una serie di parametri chimici e fisici pensati per essere favorevoli alla vita in condizioni più estreme rispetto a quanto non si trovino sulla Terra. “La nostra proposta dei parametri chimici e fisici è favorevole alla vita in generale,” affermano Schulze-Makuch e i suoi colleghi in un articolo pubblicato sulla rivista Astrobiology. Limitare la ricerca di vita su altri pianeti che hanno molto in comune con la Terra, limita potenzialmente il campo. I laghi di idrocarburi su Titano potrebbero ospitare diverse forma di vita. Analoghi studi in ambienti di idrocarburi sulla Terra, infatti, indicano chiaramente che questi ambienti sono teoricamente abitabili. Pianeti orfani che vagano privi di stelle centrali, potrebbero anche concettualmente, avere condizioni ideali per una qualche forma di vita.