Clima, nuovo rapporto Ipcc: “sempre più caldo, piogge e venti”

La frequenza dei giorni di caldo potrebbe aumentare di 10 volte nella maggior parte delle aree del mondo. E’ ciò che emerge dal nuovo rapporto dell’Ipcc sulla gestione dei rischi derivanti dagli eventi estremi a causa dei cambiamenti climatici. Il report fa riferimento anche ad un aumento delle precipitazioni intense e alla maggiore velocità dei venti dei cicloni tropicali, anche se la loro frequenza dovrebbe rimanere costante o, addirittura, diminuire.
E l’umanità non potrebbe che adattarsi a questi cambiamenti: il rapporto presenta delle possibili soluzioni scientifiche anche nelle aree urbane.

Il rapporto è stato presentato oggi a Kampala, in Uganda, alla 34^ sessione plenaria dell’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), il panel di scienziati Onu che studiano il clima. Gli studiosi hanno spiegato che, in un quadro di incremento delle emissioni di gas serra, potrebbero aumentare le temperature massime e minime nell’arco della giornata su scala globale.

Nel documento si prendono poi in esame le “opzioni” per ridurre i rischi, guardando alle “migliori soluzioni” scientifiche. I campi su cui lavorare riguardano le infrastrutture, lo sviluppo urbano (come, per esempio, la pianificazione), la salute pubblica e le assicurazioni.

Secondo il capo dell’Ipcc Rajendra Pachauri il rapporto – che nella versione completa entrerà a far parte del 5° Rapporto Ipcc che sarà pubblicato nel 2014 – serve soprattutto alle “comunità più vulnerabili per fronteggiare il cambiamento climatico”.

Il capo della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici (United natinos framework convention on climate change), Christiana Figueres, ha detto che “la capacità del mondo di diventare più resistente ai cambiamenti climatici dipenderà in larga misura dalla velocità con cui le emissioni possono essere ridotte“.

Altro fattore determinante, afferma Figueres, è il modo in cui vengono messi a disposizione delle popolazioni povere e vulnerabili nei Paesi in Via di Sviluppo gli strumenti finanziari e le tecnologie per l’adattamento. Il segretario dell’Unfccc parla di un rapporto che è un “duro monito“: le concentrazioni di gas serra sono in aumento e di conseguenza aumentano le temperature medie globali, con una maggiore incidenza di inondazioni e ondate di calore. “Un’incidenza che diventerà più frequente e grave – prosegue – se l’aumento globale delle emissioni sarà incontrollato“.

Nel prossimo vertice mondiale sui cambiamenti climatici a Durban in Sud Africa, osserva Figueres, si deve pertanto completare il quadro approvato lo scorso anno a Cancun in Messico “per aiutare i Paesi in Via Sviluppo ad adattarsi agli effetti terribili del cambiamento climatico“. Per frenare le emissioni, conclude, tutti i Paesi devono pensare sia al futuro del protocollo di Kyoto che “tracciare un percorso verso un più ampio e vincolante accordo globale“.