I grandi eventi alluvionali delle ultime settimane, dalle Cinque Terre a Genova passando per la piena del Po, il nubifragio di Roma, il disastro dell’isola d’Elba, la tragedia di Pozzuoli, quella di Matera e quella di Pollena Trocchia fino ai giorni scorsi con l’alluvione nel Messinese e il maltempo anche in Puglia e Calabria, hanno posto in secondo piano un altro aspetto dell’autunno italiano, e cioè la grande siccità che si sta vivendo in molte aree del centro/nord e la quasi totale assenza di neve su Alpi e Appennini. Nonostante le piogge da record della Sicilia e il maltempo diffuso su gran parte del sud, in altre aree del Paese la situazione è completamente differente.
Abbiamo già parlato, nelle scorse ore, del rinvio dell’apertura della stagione sciistica in Trentino e in Valle d’Aosta e abbiamo pubblicato le deprimenti immagini del Tirolo senza “dama bianca”. Abbiamo anche parlato della siccità in Toscana, con le foto dell’Arno senz’acqua e proprio poche ore fa abbiamo dato la notizia del razionamento idrico in Romagna.
Proprio tra Umbria, Marche, Toscana e Romagna, infatti, il trimestre autunnale è stato secchissimo. A Pisa dal 1° settembre a oggi sono caduti appena 81mm di pioggia contro una media trimestrale di 340mm. A Grosseto sono caduti soltanto 87mm di pioggia contro una media di 230mm. Il mese più secco è stato proprio questo novembre, in cui a Forlì sono caduti appena 10mm di pioggia e a Rimini soltanto 4mm! Non è andata meglio a Perugia che ha accumulato appena 7mm di pioggia. Mai, a novembre, aveva piovuto così poco da queste parti. E tra oggi e a mercoledì, quando finirà questo mese così arido, non ci saranno nuove precipitazioni, perchè la perturbazione nord Africana in arrivo sul nostro Paese porterà ancora piogge e temporali soltanto all’estremo sud, tra le due isole maggiori e nelle aree joniche della Calabria.
Una volta passata questa perturbazione, però, saremo ormai a dicembre. Giovedì, infatti, inizierà l’inverno meteorologico e dopo poche ore il nostro Paese, a partire dalla serata di venerdì 2 dicembre, dovrebbe essere investito dalla prima sfuriata nordica della stagione. Ancora non si potrà parlare di gelo o neve fin a bassa quota, ma una saccatura nord Atlantica dovrebbe “infiltrarsi” nel Mediterraneo appena a ovest dell’arco Alpino, con una ciclogenesi sul nord Italia da cui scaturirà un cut/off della perturbazione e la nascita di una goccia fredda che da lì si sposterà sulla Sardegna, sul basso Tirreno e infine sulla Sicilia nel corso del prossimo weekend, tra sabato 3 e domenica 4 dicembre. Il primo fine settimana del nuovo mese, quindi, sarà molto probabilmente fresco e perturbato su tutt’Italia con il ritorno della neve abbondante sia sulle Alpi che sugli Appennini, sin dalle quote medie, e con ancora maltempo diffuso soprattutto al centro/sud dove calerebbero le temperature e si verificherebbero altri forti temporali. Soprattutto la neve sui rilievi del centro/nord è attesa come una manna per dare il via alle stagioni sciistiche. Gli operatori turistici sono infatti col fiato sospeso, perchè costretti ogni giorno a svegliarsi, aprire le finestre e osservare intorno a sè montagne prive di neve fin sulle alte quote, dove negli ultimi tre anni di questi tempi c’era già ben più di un metro di coltre nevosa.
Attenzione, però, perchè tutti i modelli sembrano convergere su una prospettiva ancor più fredda e invernale per la prossima settimana, tra lunedì 5 e giovedì 8 dicembre. Proprio in quei giorni, infatti, nel nostro Paese e in tutto il Mediterraneo centrale potremmo vivere la prima vera sfuriata invernale della stagione, con temperature in picchiata, freddo e nevicate fin a bassa quota. Ovviamente al momento è solo un’ipotesi a lungo termine, ma non manca poi così tanto tempo e i principali centri di calcolo sembrano tutti allineati su questa prospettiva, che sarebbe dettata da una situazione sinottica assolutamente favorevole, con un blocco anticiclonico sull’Atlantico che consentirebbe alle fredde masse d’aria polari si muoversi verso latitudini Mediterranee.
Dopotutto sulle previsioni a medio e lungo termine è sempre opportuno utilizzare il condizionale, e rimandarvi ai nostri prossimi aggiornamenti che non mancheranno nelle prossime ore. Al momento c’è comunqnue tanta carne al fuoco con questo peggioramento nord Africano ormai imminente che reclama attenzione e nowcasting, con le nostre solite pagine di satelliti, fulminazioni e webcam.
Del freddo e dell’inverno che sarà ne parleremo molto subito dopo. Anche perchè sembra proprio che abbia intenzone di fare sul serio fin da subito.
