Ecco il maltempo: non solo piogge alluvionali, anche venti furiosi e forti mareggiate. Via al nowcasting

La temuta perturbazione atlantica che rischia di mettere sott’acqua molte aree del nostro settentrione, in particolare l’alto Piemonte e il settore centro-occidentale ligure, fra Genova e Savona, è già alle porte dell’Italia e nelle prossime ore irromperà tra la Liguria, la Valle d’Aosta e il Piemonte, portando le prime piogge battenti e i primi rovesci. Ma andiamo ad analizzare il quadro barico sullo scacchiere europeo che potrebbe presentare delle particolarità. La complessa struttura perturbata, in sfondamento dal nord Atlantico, è organizzata sotto una estesa saccatura oceanica, ben consolidata in quota, che dall’Islanda si estende con le proprie radici fino alla penisola Iberica e al bacino centro-occidentale del Mediterraneo. Nella giornata odierna la lunga saccatura oceanica, propagata da un profondo vortice ciclonico sotto i 970 hpa posizionato poco a sud-ovest dell’Islanda, avanzerà gradualmente verso levante, entrando con il suo ramo più meridionale fino al cuore del Mediterraneo centro-occidentale, fra le Baleari e le coste meridionali francesi, dove provocherà una intensa fase di maltempo che dispenserà piogge e forti rovesci, localmente anche a carattere di nubifragio, fra la Catalogna e le coste meridionali francesi, dall’area di Marsiglia fino alla Provenza e Costa Azzurra. Fra la serata e la nottata l’imponente fronte perturbato sarà costretto a rallentare la sua evoluzione verso levante, causa la presenza sull’Europa orientale di un solido promontorio anticiclonico di blocco che dall’Artico russo si prolunga fino al bacino del mar Nero e alla Turchia. Trovando questo ostacolo insormontabile ad est l’intensa perturbazione atlantica sarà costretta a rallentare il suo moto di propagazione, divenendo quasi stazionaria per più giorni tra la Francia e le nostre regioni centro-settentrionali che nel frattempo si troveranno sotto l’umido tiro dei sostenuti flussi pre-frontali che precedono il grande fronte oceanico.

La circolazione ciclonica in fase di isolamento sul Mediterraneo centro-occidentale

Nel frattempo, nella mattinata di domani, la profonda saccatura inizierà ad essere spezzata da una timida e temporanea rimonta dell’anticiclone delle Azzorre diretta verso l’Irlanda, la Scozia e il nord dell’Inghilterra. Tale rimonta anticiclonica, molto blanda, sarà in grado di isolare una circolazione depressionaria autonoma, con un minimo barico al suolo di poco sotto i 1000 hpa, che andrà a posizionarsi fra le coste della Catalogna e il golfo del Leone. La circolazione depressionaria apporterà una severa fase di maltempo che porterà forti piogge, rovesci e temporali in tutta l’Italia centro-settentrionale, le coste meridionali francesi e il nord della Spagna. Al contempo, ad est, sull’Europa orientale, tra Turchia, mar Egeo, mar Nero e Russia europea, regnerà un poderoso nucleo anticiclonico, di grandi dimensioni, il cui perimetro spazierà dal mare di Barents (latitudini artiche) fino al Mediterraneo orientale. Visto le due gigantesche figure bariche contrapposte sullo scacchiere euro-mediterraneo  la notevole differenza di pressione, il famoso “gradiente barico”, che si verrà a creare sul bacino centrale del “mare Nostrum” innescherà una vivace risposta di masse d’aria piuttosto tiepide, per non dire calde all’estremo sud, che dall’entroterra desertico algerino e dalla regione del Fezzan (entroterra libico) si spingeranno verso il Mediterraneo sotto sostenuti, a tratti intensi, venti di Ostro e Scirocco che risaliranno tutti i bacini della penisola, sia attraverso il Tirreno che dall’Adriatico. Stavolta le masse d’aria, di origine sub-tropicale continentale, che penetreranno il Mediterraneo centrale avranno un origine ancora più meridionale, ciò vuol dire che l’aria che invaderà le nostre regioni sarà più calda del normale, il che vuol dire che potrà contenere una maggior quantità di vapore acqueo condensabile, pronto a dare la stura a grandi carichi di piogge li dove si trovano gli ostacoli orografici di una certa importanza (Appennino Ligure, Prealpi, Alpi).

Gli intensi venti di Scirocco che risaliranno il bacino tirrenico e adriatico

Intanto con l’avanzare della saccatura atlantica sul Mediterraneo centro-occidentale lungo i nostri bacini di ponente, tra i mari che circondano la Sardegna e il bacino tirrenico, si alzeranno tesi venti di Scirocco, molto tiepidi e umidi, che andranno ulteriormente ad intensificarsi nel corso del pomeriggio/sera. Tra il pomeriggio e la serata, a causa del crescente divario barico fra la Grecia e la Spagna, i venti di Scirocco diverranno davvero impetuosi, fino a carattere di burrasca, lungo l’alto Tirreno, tra l’arcipelago Toscano e il tratto antistante le coste del Levante ligure, e sul Canale di Sardegna, in particolare in prossimità delle coste del cagliaritano, con raffiche capaci di raggiungere anche i 60-70 km/h. Lo scirocco spirerà in modo sostenuto anche sul Canale di Sicilia e davanti le coste del trapanese. Ma occhio alla giornata di domani, quando tra le coste della Catalogna e le Baleari, si isolerà una insidiosa ciclogenesi con un minimo barico sotto i 1000 hpa. La profonda area di bassa pressione, che dovrebbe transitare poco a nord delle Baleari, determinerà un netto infittimento delle isobare proprio sopra il bel paese, visto il grande anticiclone di blocco sull’est europeo, favorendo un ulteriore accelerazione del flusso sciroccale che già dalla mattinata di domani spazzerà le coste orientali della Sardegna e tutto il bacino tirrenico, soprattutto a largo, con probabili intense burrasche da SE che sferzeranno il medio-alto Tirreno, parte del basso Tirreno e il Canale di Sicilia, con raffiche in grado di raggiungere i 70 km/h, localmente anche 80 km/h, specie fra l’arcipelago Toscano, le località più esposte della Sardegna orientale e le isole del Canale di Sicilia, come Pantelleria. Intense raffiche di caduta saranno possibili anche sulle coste della Sicilia settentrionale. La sciroccata raggiungerà il mar Ligure fino alle coste della Riviera di Ponente. Gli intensi venti di Scirocco caleranno lungo il Tirreno solo dalla tarda serata/notte di domani. Domenica un pò di Scirocco resisterà ancora sull’Adriatico e sullo Ionio, andando progressivamente ad attenuarsi dalla seconda parte di giornata.

Le ondate sollevate dai venti di Scirocco sul mar Tirreno
Massima attenzione allo stato dei mari che si presenteranno da agitati a molto agitati; a Venezia tornerà il fenomeno dell’acqua alta
Gli intensi venti di Scirocco che spazzeranno il paese produrranno un vigoroso moto ondoso che entro domani renderà quasi tutti i nostri bacini da molto mossi ad agitati, fino a localmente molto agitati, con ondate alte più di 3.0-4.0 metri. Soprattutto nella giornata di domani, con l’attivazione delle burrasche da SE, quasi tutto il bacino tirrenico, specie il tratto più occidentale prospiciente alle coste sarde orientali, si presenterà da molto mosso fino ad agitato, con marosi ben formati alti più di 3.0 metri. L’alto Tirreno, entro il pomeriggio/sera, si potrà presentare localmente molto agitato (forza 6), in particolare il tratto tra le coste corse e la Toscana, dove risaliranno grandi ondate che potranno superare anche i 4.0 metri di altezza. Anche il Canale di Sardegna e il Canale di Sicilia passeranno da molto mossi ad agitati, con frangenti alti fino a 3.0 metri, mentre lo Ionio e l’Adriatico a largo rimarranno in genere mossi o molto mossi, con un ulteriore aumento del moto ondoso dal pomeriggio/sera. Il rischio mareggiate da domani  riguarderà le coste orientali di Sardegna, in particolare il cagliaritano e l’area del golfo di Cagliari, e i litorali del ponente ligure, da Genova a Savona, dove si propagheranno grandi marosi che potranno causare dei disagi, come, ad esempio, un temuto effetto “tappo” in caso di forti ondate di piena dei principali bacini idrografici della Liguria occidentale. Intense mareggiate, sempre domani, potranno colpire anche le isole dell’arcipelago toscano, dove saranno molto probabili delle interruzioni nei collegamenti marittimi. Sempre per colpa dei tesi venti di Scirocco che risaliranno l’Adriatico a Venezia tornerà il fenomeno dell’acqua Alta che potrebbe allagare le strade della Serenissima.

Insomma l’autunno ora fa proprio sul serio.