Etna, il riepilogo dell’eruzione di ieri. Il cono del nuovo cratere continua a crescere (le foto)

Forte emissione di cenere da numerose bocche all'interno del Nuovo Cratere di Sud-Est e dal fianco sud-orientale del suo cono (a destra) nella fase culminante dell'episodio parossistico del 15 novembre 2011, vista da Torre del Filosofo, a circa 1 km a sud. Foto ripresa alle ore 12:40 da Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo (Catania)

Dopo un intervallo di quiete durato 23 giorni, il Nuovo Cratere di Sud-Est (Nuovo CSE) dell’Etna si è risvegliato nella mattina di ieri, martedì 15 novembre 2011 per dar vita al 18° episodio eruttivo parossistico dall’inizio dell’anno. Questo episodio – come spiega l’Ingv di Catania nel consueto riepilogo pubblicato sul sito ufficiale – ha ripetuto in quasi tutti i dettagli l’evoluzione dei suoi predecessori, anche se con minori variazioni; la fase culminante è durata circa un’ora, terminando piuttosto bruscamente. Le ricadute di cenere e lapilli hanno interessato principalmente il versante sud-orientale, compresi gli abitati di Zafferana Etnea ed Acireale.

I primi segni di una ripresa dell’attività eruttiva al Nuovo CSE si sono osservati, tramite la telecamera termica dell’INGV-Osservatorio Etneo (Catania) posta sulla Montagnola, a circa 3.5 km a sud dei crateri sommitali, poco dopo le ore 07:00, quando è apparsa una piccola anomalia termica in corrispondenza della frattura eruttiva sul fianco sud-orientale del cono. Questa anomalia è lentamente cresciuta, sia in termini di temperatura sia per l’area interessata, ed era causata dall’emissione ed espansione di una piccola colata lavica emessa dalla parte bassa della frattura. Verso le ore 09:00 è cominciata una debole attività stromboliana all’interno del Nuovo CSE, mentre diverse bocche lungo la frattura sul fianco sud-orientale del cono hanno prodotto attività di spattering. Tale attività è andata avanti per quasi 3 ore aumentando solo molto lentamente, e la colata lavica si è espansa in più rami alla base sud-orientale del cono raggiungendo alcune centinaia di metri di lunghezza. Intorno alle ore 11:55, si è notato un rapido aumento dell’attività sia all’interno del cratere sia lunga la frattura eruttiva esterna, e poco dopo le 12:00 dal cratere si è alzata una fontana di lava accompagnata da una crescente emissione di cenere. Poco dopo è iniziato anche il fontanamento lavico dalle bocche lungo la frattura sul fianco sud-orientale del cono, che era subito soggetto ad un’abbondante ricaduta di bombe e scorie.

Intorno alle ore 12:30 l’emissione di cenere è aumentata notevolmente, soprattutto da una bocca eruttiva posta nella parte sud-orientale del Nuovo CSE, e una nube di gas e cenere si è alzata alcuni km sopra la cima dell’Etna prima di essere spinta dal vento in direzione sud-est. La fase di attività più intensa è avvenuta fra le ore 12:45 e le 13:15, quando alcuni getti carichi di bombe incandescenti hanno raggiunto altezze di circa 800 metri sopra il cratere. Tale materiale è ricaduto ben oltre la base del cono e sul vecchio cono del CSE. In un momento incerto durante questa fase sono avvenute anche delle esplosioni da una bocca sul fianco settentrionale del cono del Nuovo CSE, probabilmente quella che ha prodotto delle piccole colate laviche durante i parossismi del 28 settembre e 8 ottobre. Dalle immagini riprese dalla telecamera termica sul Monte Cagliato, sul fianco ESE dell’Etna, non è evidente alcuna emissione di lava da questa bocca.

Alle ore 13:25 circa, l’attività eruttiva ha cominciato a diminuire, per terminare molto bruscamente alle 13:29, ed essere seguita da un’emissione piuttosto passiva di cenere che si è esaurita poco dopo le ore 14:00. Una debole e discontinua attività di spattering con lenta emissione di lava è continuata per diverse ore da una singola bocca nella parte centrale della frattura eruttiva sul fianco sud-orientale del cono del Nuovo CSE.

La colata lavica prodotta da questo episodio eruttivo ha seguito lo stesso percorso delle colate laviche degli episodi precedenti, verso il fondo della Valle del Bove costeggiando il fianco settentrionale di Serra Giannicola, per arrestarsi poco a sud-ovest di Monte Centenari.

Colonna di cenere e gas prodotta durante l'episodio parossistico del 15 novembre 2011, vista da Bronte, sul versante occidentale dell'Etna. Foto ripresa da Giuseppe Anzalone e pubblicata qui con gentile permesso dell'autore

La lunghezza della colata è di poco meno di 4 km. Il cono del Nuovo CSE è cresciuto ulteriormente soprattuto sul suo lato meridionale, dove si sono accumulati almeno 10 metri di nuovo materiale, portando l’altezza del cono a 180-200 m sopra la sua base.

L’episodio parossistico del 15 novembre è avvenuto 23 giorni dopo quello precedente (23 ottobre), il più lungo intervallo di quiete fra parossismi osservato dall’inizio di luglio 2011. In praticamente tutti gli altri aspetti, questo evento è stato una precisa ripetizione degli episodi parossistici precedenti, sia in termini di durata sia per la sua intensità e la quantità dei prodotti eruttivi. Si nota infine che l’inizio dell’attività eruttiva è avvenuto appena un’ora dopo un terremoto di magnitudo 4 il cui epicentro si trovava al largo della costa tirrenica della Sicilia, tra Capo d’Orlando e Sant’Agata di Militello.

Fase di massima intensità nell'attività eruttiva durante l'episodio parossistico del 15 novembre 2011, con getti carichi di bombe incandescenti alti fino a 800 m, vista dalla zona pianeggiante alla base della Bocca Nuova, a circa 1.5 km a sud-ovest dal Nuovo Cratere di Sud-Est. Foto ripresa alle ore 13:15 da Marco Neri, INGV-Osservatorio Etneo (Catania)
Il cono del Nuovo Cratere di Sud-Est, visto da Belvedere all'inizio dell'episodio eruttivo del 15 novembre 2011 (in alto) e dopo la sua conclusione (in basso). Si nota l'ulteriore crescita del cono soprattutto nella sua parte meridionale (visibile al centro), ben evidente se paragonata alla cima del vecchio cono del Cratere di Sud-Est, che è visibile a sinistra. Foto riprese da Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo (Catania)